In arrivo il congedo mestruale

Una fetta di donne soffre di dismenorrea, cioè ha delle mestruazioni così dolorose da riscontrare grossi problemi con la vita di tutti i giorni, peggio se si parla di lavoro. Stanno discutendo una nuova legge che vorrebbe garantire a chi soffre di dismenorrea il "congedo mestruale", cioè tre giorni di permesso pagati al 100% senza dover richiedere giorni di malattia o addirittura le ferie...

Sulla carta tutto giusto, ma nella pratica...


La legge coprirebbe in teoria tutte le lavoratrici, sia quelle a tempo indeterminato che quelle a tempo determinato o a progetto, visto che come ben sappiamo chi non è a tempo indeterminato di diritti non ne ha nemmeno uno straccio. Ma questo vale per tutti, non solo le donne, ma vabbe' lasciamo stare.

La cosa sulla carta può risultare anche corretta, stanno male quindi è giusto che stiano a casa.
Esiste la malattia, che calzerebbe a pennello fra l'altro (stanno male, malattia), ma pare non gli vada bene.


Ora veniamo alla pratica: se passa la legge le donne hanno finito di lavorare.
Faranno sempre più fatica a trovare lavoro, su questo non ci piove.
Il congedo mestruale prevede una retribuzione del 100% a carico completamente del datore di lavoro, che in caso di piccola azienda si ritrova a dover prendere magari un rimpiazzo per quei tre giorni andando a pagare, praticamente, un lavoratore in più per lo stesso lavoro.
Chiaro che delle piccole aziende che magari faticano a stare a galla avere una, o peggio più, lavoratrici che stanno a casa 3 giorni al mese e devono pagare tutto di tasca loro è una bella botta che peserà un bel po'.

Peggio per chi ha contratti a tempo determinato, che a volte sono di un solo giorno o una settimana.
Prendi una persona per lavorare una settimana e per tre giorni non si presenta? Metà contratto pagato senza avere lavoro indietro? Non esiste, decisamente non esiste.
Senza contare che in almeno la metà dei casi chi fa contratti a tempo determinato se ne approfitta largamente facendo firmare e pagando per 4 ore giornaliere ma facendo poi lavorare per 8 o 12, sappiamo bene tutti che queste cose succedono eccome.
Obbliga gente simile al congedo per dismenorrea e non assumeranno più nessuna donna, altrimenti non gli riesce lo schiavismo.

Chi lavora a voucher, la piaga odierna (più si va avanti peggio è), si attacca al cazzo, probabilmente.

Insomma, se non si aiuta almeno un minimo l'imprenditore, cosa che ancora non c'è ma "verrà" dicono loro, che con i tempi della politica equivale ad un "campa cavallo che l'erba cresce", questo congedo peserà interamente sulle spalle delle aziende.
Che se sono multinazionali con fatturati milionari magari se ne sbattono pure i coglioni, ma delle piccole aziende ne soffrirebbero parecchio.

Tralasciando il discorso che farsi fare un certificato medico, necessario per il congedo, non è qualcosa di molto semplice (come misuri quanto male hanno?), e lasciamo perdere anche gli immancabili certificati falsi, che tanto è impossibile che non ci sia qualche geniale testa di cazzo che se ne approfitta così come non è nemmeno giusto non fare un cazzo perché altrimenti tizio o caio se ne approfittano... per questo dico tralasciamo, anche se sicuramente se il fenomeno dei "furbetti" dovesse diventare molto esteso sarà sicuramente una ulteriore discriminante sul non assumere donne.

Durante i colloqui chiedono: vuole avere figli? Se passa la legge chiederanno anche "soffre di dismenorrea?".
Insomma, in un contesto come questo la legge rischia proprio di rivoltarsi contro chi vorrebbe tutelare, nel nostro paese i lavoratori non vengono visti come una risorsa, ma come un peso, un costo, luridi peones che dovrebbero ringraziare l'ariano imprenditore che gli elargisce generosamente uno stipendio, come se non stessero lavorando e mandando avanti l'azienda in cambio di quei soldi.
All'estero sono visti come risorse, come persone che mettono delle capacità, a volte eccellenti, per rendere l'azienda più forte. Qui no, qui ancora c'è la mentalità da mafiosetto di quartiere che fa "scambi di favori", e fra i favori c'è il lavoro. E questo dice tutto.

Insomma, potrei anche prendere una cantonata, ma credo che se questa legge passi la disoccupazione femminile aumenterà. E ricomincerà la rottura di coglioni con il patriarcato e il sessismo, quando per l'ennesima volta è solamente mentalità italiota e avidità che colpisce allo stesso modo uomini e donne. Ma anche questa è un'altra storia.

La proposta

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