sabato 11 marzo 2017

Cos'è il glass ceiling



Cos'è il glass ceiling? Ma soprattutto: esiste veramente? Lo vediamo subito: letteralmente è un "soffitto di vetro", tradotto con "soffitto di cristallo" che è altrettanto giusto, e secondo alcuni è quello che blocca le donne, vittime del patriarcato, nell'insuccesso, o comunque limita la loro scalata nella gerarchia delle aziende.

Il soffitto di cristallo

Il concetto è stato elaborato per indicare problemi di razzismo e sessismo nella società, ovviamente oggi quello che si intende maggiormente è il sessismo, perché pare sia tornato di moda lamentarsi del complotto degli uomini.
In pratica si tratterebbe di barriere invisibili che impediscono di fatto un avanzamento di carriera o nella società di qualsiasi donna, non si vedono ma ci sono e si basano su pregiudizio o semplice misoginia.


Le donne manager, o in situazioni di gestione di parti più o meno grandi di un'azienda, oscillano fra il 10 e il 20%, insomma ci sono molti più uomini che hanno una carriera di successo e arrivano "in cima". La spiegazione spicciola a tutto questo è che siamo dei porci misogini bastardi stupratori società di merda donne oppresse...

Ovviamente a noi la spiegazione spicciola non basta affatto... perché si sente troppo il sapore di complottismo e senso di rivalsa verso qualcuno che si odia. Non c'è alcuna logica in tutto questo.

La spiegazione reale è che alle donne vengono dati tutti i mezzi necessari senza limiti e senza discriminazioni, ma che loro in un modo o nell'altro non riescono a sfruttare altrettanto bene come alcuni uomini. Alcuni, perché non tutti diventano manager o caporeparto...

Nelle università ci sono più ragazze che ragazzi. Si laureano più ragazze che ragazzi. La media dei voti è spesso migliore nelle ragazze. Arrivare a dire che la nostra società è misogina e tarpa le ali alle donne è, per usare un eufemismo, un'emerita stronzata, catastrofica e abominevole: NULLA è vietato alle donne, possono studiare, guidare, seguire corsi e tutto quello che gli salta in mente.

Provaci in un paese veramente oppresso dove non possono nemmeno studiare o a malapena imparano a leggere e scrivere (Marocco o Arabia Saudita, giusto per fare un paio di esempi), poi riparliamo di glass ceiling e oppressione.

Quale è la reale motivazione, a parte rari casi di capi o direttivi effettivamente fallati da un pregiudizio che sicuramente non posso negarne l'esistenza, che impedisce alla maggior parte delle donne di ottenere promozioni?
Ne ho parlato sia qui nel blog che nel libro dedicato a queste baggianate: nel mondo del lavoro non esiste questo pregiudizio, e se esiste sono casi isolati di imbecilli d'altri tempi:

I gestori di una piattaforma di "colloqui di lavoro", gente che fa da tramite fra domanda e offerta, si sono accorti che le donne, a parità di competenze e capacità, avevano la metà del successo che avevano i loro colleghi uomini. Domandandosi il perché di questa situazione, senza urlare al sessismo, hanno condotto un esperimento per saperne di più.
Per la versione approfondita rimando al blog o libro, in poche parole è saltato fuori che anche se il datore di lavoro pensava di parlare con un uomo i punteggi sono rimasti gli stessi, le donne avevano sempre la stessa performance di prima, erano valutate nella stessa esatta maniera anche quando erano credute uomini.

Insomma se le donne non venivano assunte e davano una brutta impressione era colpa loro.
COLPA LORO, brutta cosa da digerire per le feminazi...
E qui sorge un'altra domanda: per quale motivo non riescono a competere con gli uomini a parità di competenze ed esperienza?

La conclusione che avevano tirato, e che ho avuto modo di confermare più volte, è che le donne sono meno sicure di sé e osano molto poco tenendo un profilo molto basso.

Questa impressione è stata confermata dalla numero due di Facebook Sheryl Sanberg, che ha scritto un libro su quello che dovrebbero fare le donne per avere successo nel mondo del lavoro.
Uno di questi consigli è quello di non farsi da parte, di non avere timore, di imporsi, di credere in sé stesse.
Stesse conclusioni di prima insomma.

Le donne tendono ad essere più insicure e questo influisce molto su quanto si impongono e quanto riescono a dimostrare. Perché nessuno ti promuove perché sai sbattere le palpebre, devi saper dimostrare di poter mettere in campo le tue capacità e specialità.

Sheryl racconta anche un aneddoto che fa ragionare parecchio: durante una conferenza doveva rispondere alle domande del pubblico, e tantissime persone avevano alzato la mano. Ma quando c'era poco tempo ha detto che avrebbe risposto solo a due domande. A quel punto TUTTE le donne hanno abbassato la mano, mentre la quasi totalità degli uomini l'ha tenuta alzata.
Chiaro indice di come molte donne si facciano da parte quando "il gioco si fa duro", perdendo parecchie occasioni.

Colpa degli uomini? Sessismo? Società sessista? La società le avrebbe giudicate per aver fatto una domanda? Non credo ci sia bisogno di rispondere.

Come pretendere che le donne abbiano successo lavorativo SE NON SI FANNO AVANTI?
La conferenza di Sheryl Sandberg.

Le donne si sottostimano, sono insicure e spesso non ci provano nemmeno. Tendenzialmente ovviamente, quel 20% ai piani alti ovviamente non è così, come è insicuro l'uomo che non arriva al top (sempre descritto nel libro).

Glass ceiling? No, mentalità.

Insomma è un concetto fatto di aria fritta, una dannata scusa spicciola messa su da gente che ha l'unico obiettivo quello di dipingere una società oppressiva quando non lo è se non in alcuni frangenti isolati.

A Marilyn Monroe era stato detto "non servi a un cazzo, trovati marito e fai la casalinga", non si è arresa ed è diventata attrice e cantante, così famosa che ancora oggi è un simbolo.

Il bello è che l'esistenza stessa di questo concetto di complotto contro le donne è ulteriore dimostrazione dell'insicurezza femminile: una donna di successo dirà spesso che ha poco merito e il grosso è stato fatto da fattori esterni, un uomo farà quasi sicuramente lo sborone nella maggior parte dei casi. Attribuire l'insuccesso a fattori esterni, in questo caso il sessismo o addirittura un complotto, è chiaro sintomo di questa mentalità.

1 commento:

  1. Avevo letto da qualche parte l'opinione di non ricordo chi sul perché le donne scarseggino negli ambiti scientifici, e mi trovava piuttosto d'accordo.

    In sostanza diceva che le bambine e i bambini ricevono (ricevevano) due condizionamenti completamente diversi. La bambina viene elogiata quando è educata e pacata, ordinata. Se si sporca o si azzuffa, è "un maschiaccio". Il bambino è invece supportato in certi comportamenti, e il risultato è che molte bambine crescono col timore di mettersi in gioco perché chi non fa non sbaglia e quindi non lede l'immagine di perfezione che una bambina deve avere. Chi sbaglia si sporca, ed è una cosa che si addice ai maschi.

    In discipline come la matematica, provare e fallire è fondamentale per far propri i procedimenti. L'arrendevolezza non porta a niente, e questo atteggiamento L'ho sperimentato all'università - ho studiato informatica, e molte delle mie colleghe si fermavano a "non ci riesco" o "non so come si fa", mentre i maschi non si arrendevano. Magari non riuscivano neanche loro, ma almeno ci provavano.

    Io, dal canto mio, sto crescendo mia figlia "come un maschio". O forse dovrei dire "come una persona forte", perché le voglio insegnare a rialzarsi quando cade, ad essere indipendente, a farsi valere e a lottare quando crede in qualcosa.

    Poi il sessismo esiste, indubbiamente, ma è più un retaggio di un'epoca che fu. NESSUNA delle donne che conosco ha subito discriminazioni sessiste, e sono sicuro che saranno sempre meno. Ma le donne che conosco sono anche capaci di farsi valere e di capire il perché dei propri fallimenti, la maggior parte delle "femministe" sono, come i complottisti, persone che hanno trovato nel "patriarcato" la giustificazione perfetta per i loro fallimenti così come il complottista l'ha trovato nei poteri forti.

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