giovedì 9 febbraio 2017

USA, aborto, stupratori, denunce e Trump

Questo è un "caso di studio" interessante per vedere come le notizie false possono provenire da qualsiasi fonte purché ci sia una conferma al proprio pregiudizio, ma soprattutto di quanto può essere facile creare una notizia falsa forzando un punto di vista malizioso che si concentra su un unico punto di vista, come la fallacia dello strawman insegna:

"Trump permette agli stupratori di denunciare le vittime che abortiscono"



Non è vero un cazzo, ma proprio nemmeno le virgole.
Primo la legge non è stata approvata da Trump, non è federale ma solo locale, dell'Arkansas per la precisione. E qui si sputtana la volontà di parlare male di Trump sempre e comunque, che per carità non è esattamente un presidente modello (allegoria), ma quando inizi a sbroccare per dargli contro perdi di credibilità e ne dai all'avversario.

Ora per il debunking serio ed articolato ovviamente rimando al lavoro del buon David Puente, visto che io voglio concentrarmi più sul "faking a news".

A creare la notizia falsa sono state anche testate autorevoli e solitamente affidabili, come The indipendent, che però evidentemente hanno una cerca smania di sputtanare Trump senza se e senza ma, andando ad inventarsi un titolone sensazionalistico andando a spulciare una puttanata, esempio:

"Chi vuole abortire [con la pratica bandita, NB] deve chiedere il permesso al marito, padre o tutore legale" e subito hanno tirato i capelli alla cosa urlando "E se il marito, il padre o il tutore legale avesse messo incinta lei con uno stupro!??".
Che ricorda tanto "E Renzi che fa?"

E da qui parte il casino, quando bastava leggere la riga, corta corta che ci riuscirebbe perfino Povia a capirla, che dice "queste condizioni non si applicano se la salute della donna è a rischio o se è conseguenza di uno stupro".

E la povera Mildred si domandò: ma che cazzo c'entro io? (cit)
Come se adesso andassi in giro a dire che Hollande favorisce i terroristi perché il suo stato solo il suo governo rilascia patenti e proprio un terrorista sfruttando la patente ha compiuto l'attentato alla promenade des anglais, cioè più stirato di un gatto finito sotto un autotreno stracolmo di piombo.

Questo tipo di "fake news" è anche quello più diffuso, è quel tipo di notizie che utilizza uno strawman grosso come l'Everest per screditare chi non gli piace, in questo caso è molto più palese che in altri. Ma soprattutto TUTTE le testate possono cascarci e dar retta ai loro bias ("perke nn dici preciutizi!1!!1" Perché è più corto miseria puttana).

Lasciamo stare "autorevoli" sbufalatori che confermano la fake news perché semplicemente riportata da una fonte autorevole, non faccio nomi ma l'impressione è che da "autorevoli" stiano scivolando sempre più nel baratro e nel delirio di onnipotenza (se non metti like manco fanno leggere, tonnellate di pubblicità e ormai non fare nomi non è servito a un cazzo).

Per questo la lotta alle fake news deve essere prima di tutto superpartes, perché TUTTI fanno prima o poi l'errore di confermare unicamente i propri bias, in buona o cattiva fede, anche i professionisti, di qualsiasi schieramento politico, chi più o chi meno, ma soprattutto ad inculcare un certo livello di cultura (sempre detto che a me ha salvato aver studiato e l'essere stato più curioso e interessato della media) e senso critico.

Altrimenti qui non ci si salva dalle miriadi di punti di vista altrui, molto meglio farsene uno proprio punto e basta.


Nessun commento:

Posta un commento