La soluzione alla disoccupazione di De Masi



De Masi pare sia uno stimato sociologo, e sarà pure stimato ma dal basso della mia ignoranza ho l'impressione che questa sua idea sia completamente inattuabile... Infatti la sua soluzione alla disoccupazione sarebbe quella di lavorare gratis...

Lavorare gratis per lavorare tutti


Il titolo del suo libro in uscita, che già dal titolo è tutto un programma.
Vediamo il piano macchiavellico di questo sociologo, che in teoria dovrebbe saperne veramente tantissimo più di me:

"[...] e chi lavora 40 ore settimanali riducesse il proprio orario a 36 ore, la disoccupazione si azzererebbe. Il punto, quindi è riuscire a convincere un occupato a cedere le sue ore a un disoccupato."

Dubito funzioni così... era qualcosa di valido nel 1800, ma oggi le cose sono completamente diverse.
A creare disoccupazione sono il costo del lavoro (compresi gli eventuali balzelli in caso di "licenziamento senza giusta causa" e così via) e i salari bassi.
Che fai, riduci ulteriormente i salari per dar qualcosa a qualcun altro, che intendiamoci 9 persone devono ridursi il salario (già mi immagino gli operai con 800 euro al mese che se lo riducono a 700 per far lavorare anche altri) per far spazio ad un singolo posto. Nove a uno, il tasso di occupazione non è così alto rispetto ai disoccupati.

Ma oltre alla probabile inattuabilità del piano aggiunge questo, spiegando come convincere i lavoratori a ridurre l'orario:

"Lo spiego nel mio prossimo libro “Lavorare gratis, lavorare tutti”. Serve una piattaforma online alla quale i disoccupati possano iscriversi per mettere a disposizione le proprie competenze, dall’idraulico al designer, gratuitamente. Se su 3 milioni di disoccupati 1 milione lavorasse gratuitamente, si spaccherebbe il mercato, costringendo chi lavora di più a lavorare di meno"

Ma veramente ci sono già milioni di imbecilli che lavorano gratis, puttana miseria, e tutto 'sto benessere economico non ce lo vedo.
Se sei giovane devi fare "gavetta", insomma lavorare GRATIS, G R A T I S, a volte per due anni (730 giorni), per ottenere una qualifica o come cazzo si chiama e FORSE ottenere un contrattino di un mese dal demente che ti ha sfruttato come un somaro per due anni, contrattino ovviamente con metà ore settimanali retribuite di quelle che andrai a fare effettivamente (almeno al sud succede spesso così, non so se al nord sono messi meglio, anche se dubito).

Poi l'online... anche qui schiere e schiere di caproni che lavorano gratis per avere "visibilità", un mondo di merda dove i servizi professionali al giusto prezzo vengono denigrati perché trovi l'imbecille coglione che lo fa gratis, e perché pagare se puoi averlo gratis, anche se nel caso degli articoli ti ritrovi parti del demonio tanto sono scritti a schifo di palle di koala incazzato?

La piaga del web, e non solo, sono appunto quelli che lavorano gratis, sono una piaga anche quelli che lavorano per due soldi. E questo perché rovinano il mercato, fanno perdere il lavoro a chi lavora o lo costringono ad abbassare i prezzi finendo con l'impoverire i quattro stronzi che erano riusciti a ritagliarsi una fetta di mercato, tutto a causa di una schiera di imbecilli che lavorano gratis quindi non ci guadagnano sega ma distruggono tantissimo mercato. E questo è importante: non raccolgono fette di mercato, le distruggono. E' ben diverso e fa tanta differenza nel circolo di denaro.

Come fa a non sapere questo? No perché questi andamenti li conoscono pure gli asini... sarà che la piattaforma che promuove la vuole aprire nientepopodimeno che grillo? Un dubbio sorge eh.
Ma il bello arriva adesso: perché dovrebbero lavorare gratis?


"Per fare la rivoluzione. E poi, il vero dramma del disoccupato è non fare nulla tutto il giorno. Se iniziassero tutti a lavorare gratuitamente, nel giro di poco tempo troverebbero un lavoro pagato"

Certo, infatti succede sempre così... tutti quelli che conosco che hanno lavorato gratis infatti ora hanno tutti un lavoro... anzi no, a ben pensarci tutti quelli che conosco che hanno lavorato gratis per qualcuno stanno ancora nella merda e cercano (o ancora lavorano gratis, senza nemmeno un rimborso spese).

Così come i cretini del web che lavorano gratis, citando sempre gli articolisti: stanno benone, sono nababbi! Adesso scrivono tutti articoli commissionati e soprattutto ben pagati! Giusto per dare un'idea sono anni che non vedo un singolo articolo commissionato nelle piattaforme, e parlo di quelli pagati 2-3-4 euro, ormai è una miseria totale, si salvano pochi siti che grazie a professionalità ed esperienza sono riusciti a galleggiare, offrendo servizi professionali di un certo livello, ma gli altri sono finiti nello scarico perché ormai non c'è più mercato. Questo sempre perché molti pensano "meglio gratis ma brutto che a pagamento". Insomma il lavoro gratis ha bruciato posti di lavoro e praticamente un intero mercato (già malpagato in partenza, ma comunque c'era), costringendo chi continua ad offrire un servizio più professionale del bimbominkia che scrive sgrammaticato e incomprensibile a svenderlo a pochi euro.

E il dubbio è che succeda una cosa simile negli altri campi... del resto il comunismo ha insegnato parecchio sulla qualità e quantità di lavoro che faceva la gente poco incoraggiata...

I paesi economicamente più forti hanno una caratteristica, che non è necessariamente il costo del lavoro o il cuneo fiscale, ma è una minore diseguaglianza fra ricchi e classe media.
Quando la classe media guadagna bene, il paese è ricco. Questo perché il mercato interno fa la differenza, così come l'ottimismo della gente.
Analizziamo l'Italia: contratti a progetto abusati, voucher abusati, giovani che lavorano gratis, giovani che lavorano per quattro soldi, consumi ridotti all'osso per l'incertezza economica (oggi ho i soldi e un lavoro ma magari domani no). Come si pretende che le cose migliorino in queste condizioni?

Se andiamo a vedere infatti il punto debole del nostro paese è proprio il mercato interno, perché l'export funziona come sempre. Ma chi cazzo spende soldi se non ne ha?
Ma non è questione di cuneo fiscale, di disoccupazione o altro, è questione che molta "imprenditoria" del cazzo pretende di non pagare chi lavora, o pagarlo pochissimo.
Aggiungiamoci poi il problema della tassazione e facciamo tombola: pochi posti di lavoro decenti, molti pagati malissimi e molti altri non pagati.

Ho già acennato i voucher, che pagano un'ora su 2 se va bene, i contratti a termine che pagano metà delle ore se va bene, o direttamente il lavoro gratuito "per farsi le ossa". Con questo esercito che non riesce a combinare sega se non cercare di pesare meno sulla propria famiglia (i cui consumi saranno ridotti per l'incertezza economica dei figli, guardacaso) come cazzo si pretende che fiorisca il mercato interno? Possono forse andare in pizzeria due volte a settimana e al ristorante al fine settimana?

Il successo di Netflix non è un caso: con 3 euro al mese stai a casa a guardare film e telefilm senza limiti, se proprio non si vuole stare da soli si comprano un po' di birre al discount e si invitano gli amici. Spesa ridotta per chi non può permettersi altro, e non potendosi permettere altro il circolo di denaro è castrato.

La disoccupazione l'hanno creata così, promettendo di creare posti di lavoro. Il precariato è la peggior merda mai esistita, specialmente se abusata da onestissimi imprenditori e cooperative di 'sta ceppa di minchia.

Caro De Masi, questo argomento è il suo forte, perché sostenere tesi già confutate dalla realtà?
Specialmente perché basa questa "teoria" sul reddito di cittadinanza... insomma qualcosa che non si regge in piedi basato su qualcosa di impossibile da attuare, ma che sopratutto ricorda lontanamente il comunismo.

Sarò ignorante io e con competenze economiche solo abbozzate, ma a guardare sia la teoria che il mondo che ci circonda tutto questo non mi sembra possa funzionare...

Intervista completa

4 commenti:

  1. Questo emerito imbecille ancora non s'è trovato coi figli che fanno lavoretti saltuari pagati (se va bene) a vàucer - italianizzazione voluta - o proprio non pagati. Se i suoi figli fossero in quella situazione, non ci avrebbe nemmeno pensato a scrivere un libr... ahem, uno scartafaccio del genere neanche buono da bruciare nella stufa.

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    1. Non ci si troverà mai mal che vada chiederà un favore ad un amico...

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    2. Lavorare gratis per fare la rivoluzione si vede che questo non capisce che la gente lavora per mangiare e non per divertirsi il solito intellettuale che ha una concezione della realtà quantomeno discutibile

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    3. E che, ribadisco, non ha mai toccato con mano la necessità di lavorare per vivere: lui sì che viene strapagato per fare il sociologo, cioè per passare le giornate a dire - e a scrivere - puttanate senza senso.

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