sabato 5 novembre 2016

La storia di Hugh Mungus: una battuta urlata come molestia sessuale

Quando si incontra una social justice warrior invasata e fanatica si possono fare due scelte: ignorarla, causandone la rabbia, o parlarle causandone attacchi ancora peggiori. Un signore ha fatto l'errore di risponderle, ritrovandosi accusato di molestie sessuali in meno di 10 secondi. Ecco la storia di Hugh Mungus, una storia di ordinaria pazzia nel mondo dei SJW:

Come ti chiami? Hugh Mungus!

Sembra che il fatto si sia svolto in un tribunale, o qualche edificio che ha a che fare con la giustizia, la social justice warrior ha notato che dei giornalisti stavano intervistando per un telegiornale un uomo che aveva chiesto aiuto per riabilitare la figlia eroinomane (o comunque tossica).
La squilibrata descrive la cosa come "Intervistano questa persona ma non intervistano tutte le persone che sono state brutalizzate dalla polizia!".

Quella della polizia brutale è la moda del momento. Oddio, sono ameregani e hanno manganello e grilletto facile, specialmente contro i neri, ma diversi degli episodi che denunciano sono cazzate (come l'arresto di un ladro che poi è morto di infarto, lasciamoli delinquere perché sono deboli di cuore?).
In ogni caso l'intervistato, che pensava alla sua figlia, non c'entra un benemerito cazzo di nulla con la vicenda.

Però lei, con fare minaccioso, si avvicina a lui e gli spara in faccia la telecamera del suo cellulare.
A quale scopo non si sa. Lui se ne accorge, si avvicina e le chiede "Mi hai fatto una foto?"
"Si"
"Vuoi sapere il mio nome?"
"Si"
"E' Hugh Mungus" che è un gioco di parole che si pronuncia come humongous che significa enorme, molto grande, gigantesco... insomma si è capito. Questo tipo di battute viene definito "Dad joke", cioè battute che si fanno per i bambini. In effetti è un semplice gioco di parole, nemmeno troppo volgare, non come è successo al povero Mike Litoris che fra l'altro non era nemmno una battuta...
"Hugh Mungus cosa?"
"Hugh Mungus!"
"Hugh Mungus cosa?"
"Huuugh, Mungus!" Il tizio a stento trattiene un sorriso sornione
"E' molestia sessuale?"
"E' il mio nome"
"Perché mi hai detto questo?"
Per qualche minuto buono la tizia continua a insinuare che fosse molestia sessuale, alzano mano a mano la voce e mostrando sempre più il suo squilibrio mentale.
Lui, capito che aveva a che fare con una squilibrata, inizia ad allontanarsi, ma lei lo segue urlando che lui l'aveva molestata sessualmente, raccontando pure come è andata e scandalizzando perfino una povera rincoglionita lì dentro, fortuna che gli altri non le hanno dato peso.
Lui allora le risponde "Sono enorme!", effettivamente è una persona con una certa panza.
Ma quando lui lo dice puntando alla sua pancia, lei impazzisce ancora di più urlando "STA INDICANDO IL SUO CORPO!!11 STA INDICANDO UNA CERTA PARTE DEL SUO CORPO!!111"

E così inizia a urlargli contro che è disgustoso, che ha abusato di una donna, mentre una delle sue amiche squilibrate bercia qualche stronzata.
Poi la sicurezza è intervenuta, facendo allontanare l'uomo, attirandosi addosso l'odio e gli insulti della povera squilibrata SJW de' cojoni.



La cosa è venuta a conoscenza del pubblico perché la squilibrata ha postato il video online mettendo alla gogna pubblica il povero disgraziato, che per qualche giorno è rimasto indifeso contro le calunnie di quella gentaglia.

Poi questa tizia è stata ripresa mentre va in una sorta di corte, o qualcosa del genere, a vomitare le sue accuse al limite del complottardismo in faccia a quella gente, fino a quando ovviamente la finisce a urla e insulti mentre la allontanano dal microfono



Insomma, SJW feminazi at his best proprio, la perfetta immagine di chi sta andando in giro a sparare minchiate senza senso. E c'è ancora gente che ci crede.

In ogni caso, fortunatamente, la reputazione dell'uomo non è stata rovinata, che se guardiamo al caso del ragazzo autistico messo alla berlina da una sua "collega" è già un gran traguardo.
A certa gente andrebbe messa la museruola, altro che la possibilità di sbraitare in giro.


2 commenti:

  1. Non sono sicuro di voler più vivere su questo pianeta

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  2. La feminazi andrebbe rinchiusa da qualche parte, su questo non ci piove; ma anche da noi prova ad andare in giro con un nome che sembra un gioco di parole! Faccio l'ipotetico caso di un "Lino Pisto" che sia costretto a presentarsi in maniera burocratica, col cognome prima del nome: metà delle feminazi in circolazione gli volerebbero addosso. Nomi del genere sono una condanna per chi li porta, perché contro la stupidità umana che si trasforma in crudeltà non c'è difesa.

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