lunedì 31 ottobre 2016

Parole d'amore, l'esempio che mischiare femminismo e feminazismo è dannoso per il femminismo

Che cos'è parole d'amore? E' il progetto di due tizi che non conosco, tali Pietro Baroni e Luz (lasciamo stare cosa ricorda luz ad un sardo che non è il caso, visto che sarebbe un insulto grauito) che hanno girato un video dove degli attori dicono, in una sequenza serrata, le frasi che "contribuiscono al sessismo", promuovendo la diffusione del video attraverso l'ashtag parole d'amore.
Peccato che oltre metà di quelle frasi siano ridicole...

Parole d'amore: quando inquinare il femminismo fa più danni di stare zitti



Che dire, le iniziative volte a inculcare un po' di rispetto nelle donne, in quanto esseri umani, sono sempre lodevoli, non sono lodevoli quelle iniziative che inquinano il femminismo con le puttanate feminazi ormai trite e ritrite, quelle puttanate che vogliono far passare il ruolo di casalinga come la merda fumante più totale quando è una semplice scelta come tutte le altre (quando non imposta, ovviamente).

Le frasi elencate come sessiste infatti molto spesso non lo sono, ed è un vero peccato perché riconosco che alcune delle frasi dette sono effettivamente gravi, anche se non ho cognizione di quanto spesso vengano usate riconosco che qualcuno questa mentalità ce l'ha, come quella "Non ti lamentare se a scuola ti sollevano la gonna".

Anche se è preceduta dalla frase "Ma che bella bambina, sembri proprio una principessa!", che mi si deve spiegare dove cazzo sta il sessismo nel far sorridere una bambina, sul serio, che problemi hanno?

Tralasciamo le solite citazioni dei giochi da maschio e giochi da femmina, che sulla cosa ho scritto anche fin troppo, la frase "stai zitta" sarebbe sessista, il che è ancora più ambigua di quella "sembri una principessa".

"Signorina ci porterebbe un caffè?" è la mentalità che ha portato la donna ad essere la moderna schiava proprio, come facciamo a non pensarci da soli? Questa cosa è illuminante!

Ma l'apice della stronzata lo raggiungono le domande "Che c'è per pranzo?" e "Che c'è per cena?"


Ma ancora la menano con questa storia? Con questa rabbia repressa delle feminazi contro le casalinghe, definite "prigioniere" del marito "carnefice" solo perché vogliono imporre come unico modello degno di rispetto quello della donna "che lavora".
Ovviamente non in miniera, e senza aria condizionata che è "sessista" pure quella.

Se a una donna piace cucinare cosa cazzo c'è di male? Ma soprattutto perché la frase è sessista, visto che potrebbe fare la stessa domanda la moglie al marito? In quel caso ovviamente non è sessista, che poi mi si deve spiegare come, chiedere cosa cucina la moglie, possa far intendere che la si ritenga non capace perché donna (definizione di sessismo).

Avessero detto "il posto della donna è in cucina" sarebbe stato un altro paio di maniche, perché in quel caso si che sarebbe stata sessista: presuppone che una donna non sia capace di fare altro che cucinare qualcosa.

Anche se devo dire che cucinare bene non è esattamente facile, ma dipende anche da cosa si prepara.

Insomma, un messaggio che se pensato con più criterio sarebbe stato ad effetto, ma che è stato inquinato dal feminazismo. Poi ditemi che non serve a un cazzo denunciare le cazzate dell'estremismo femminista eh.

Perché quello giusto che viene detto viene declassato dalle puttanate astronomiche che sono state aggiunte, livellando al basso l'importanza del messaggio, rendendolo molto meno efficace ma soprattutto spinge in direzioni completamente sbagliate, come la guerra alle casalinghe che poveracce già lavorano per la famiglia con relativamente poco riconoscimento sociale (è come se non lavorassero) e in più arrivano questi che invece di dargliene un po' (di riconoscimento) glielo tolgono urlando a sessismo e patriarcato, facendole pure passare per deboli e debosciate che si fanno schiavizzare dai mariti aguzzini.

Una notizia che parla della cosa, sponsorizzata in lungo e in largo quindi sicuramente i due filmmaker hanno un bel po' di dindi. Mica come me


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