martedì 5 luglio 2016

Fumetti sulla friendzone a la reazione di C.J.

A volte leggi qualcosa che non puoi fare a meno di condividere. Quando però quel qualcosa è scritto in un profilo privato e l'autore non ha tempo/voglia di trasferirlo sul suo blog hai il timore che cotanta perla vada perduta. Per questo ho deciso di ospitare io siffatto capolavoro, perché le nuove generazioni leggano e le nazi si incazzino:

Fumetti, friendzone e reazioni epiche


Innanzitutto vi porgo i suoi saluti:
C.J. è vivo e più stronzo che mai. Vi ricorda che siete tutti degli sfigati ma in questo momento non può scrivere perché si trova rinchiuso in una specie di dimensione che sembra un film di Jodorowsky e non sa se torna ma tanto voi che cazzo ne sapete...


Questo è molto più friendzone. E' friendzone quando ti dicono "vorrei incontrare uno come te, ma non te". E' friendzone in mille maniere. Nella friendzone uno si dichiara dopo mesi, se non anni, o non lo fa mai. Fine della spiegazione enciclopedica
E introduciamo il fumetto che ha voluto commentare, cioè questo. L'ho letto ed è una mezza porcheria che non ha ben inquadrato cos'è la friendzone (tipo imbranato eterno "bravo ragazzo" che sta dietro una tipa senza avere il coraggio di dirle che è cotto di lei e finisce con il zerbinarsi al limite della schiavitù sperando che lei lo noti, e puntualmente lei non lo capisce/se ne sbatte/ne approfitta. Ovviamente esiste anche il caso opposto, con alcune differenze comportamentali) e risulta un po' fuori binario.

Ma veniamo al commento del buon C.J. Buon divertimento:

"Mi sono imbattuto in questa cosa mentre lavoravo, leggendola per caso su una pagina che non so nemmeno io perché avevo mipiaciato.
Volevo dire la mia, naturalmente, e sarò breve, conciso e asciutto.

Cazzate, sarò lungo e crudele come al solito.

Partiamo dal principio, anzi da una premessa: normalmente me ne sarei fregato, come me ne frego quasi sempre quando leggo stronzate di questo genere. Ma non stavolta. In questa serie di vignette, una disegnatrice femminista si lamenta della cd. "Friendzone"*. Ovviamente dal suo punto di vista. La cosa potrebbe entro certi limiti essere persino condivisibile, se non ci fosse una grande ipocrisia di fondo.

Senza dilungarmi troppo, la delusione d'amore esiste dall'Alba dei Tempi. Senza di essa non avremmo avuto alcune delle opere più importanti della storia dell'arte e della letteratura, in ordine sparso: dal Werther alla Divina Commedia, alle poesie di Catullo e Leopardi, Anna Karenina, i romanzi di Milan Kundera e Banana Yoshimoto e via dicendo... Però di questi tempi stiamo assistendo a un fenomeno nuovo, relativamente: l'incapacità di molti uomini e ragazzi di ricevere un rifiuto senza diventare dei frignoni. Ci sono tramissioni MTV e pagine FB dedicate a ragazzi, perlopiù, che frignano e battono i piedi per un rifiuto. Come si è arrivati a questo? Beh, sarebbe lungo e complesso da spiegare, ma posso dirvi che una bella fetta di responsabilità ce l'ha il femminismo. 

Quello degli ultimi 15-20 anni. Quello che ha pensato bene di ficcare il naso nelle questioni maschili e "ridefinire il concetto di mascolinità".
Grazie del pensiero, ma chi cazzo ve lo ha chiesto?
Ora, voi direte, ma queste sono questioni di cui bene o male non frega un cazzo a nessuno, se non quattro lesbiche ciccione coi capelli blu in qualche facoltà di gender studies da 40.000$ all'anno. Eh, magari. Il problema è che nonostante si lamentino sempre "delle scarsa presenza femminile nelle materie scientifiche" alla fine queste qui scelgono sempre psicologia-sociologia-scienze-della-formazione-educazione-comunicazione-letteratura, e quindi ce le ritroviamo nelle scuole, a insegnare ai nostri figli i loro valori petalosi, appresi dopo notti insonni passate a leggere articoli sull'intersezionalismo su qualche sitaccio di Gawker Media pieno di banner, tra uno Xanax e una pulizia della lettiera.

Questo branco di disadattate, fondamentalmente delle contraddizioni ambulanti incapaci di gestire relazioni sane con gli uomini, ha deciso che tutto ciò che è maschio, positivo o negativo che sia, non va bene, e che ora bisogna de-mascolinizzare l'uomo, e questi sono i risultati. Cioè, delle idiote incapaci di avere relazioni sane, capaci di sobbarcarsi i peggio peracottari che non incanterebbero un'estetista con la terza media, adesso pretendono di mettersi a dettar legge in questioni su cui non hanno la minima competenza. Ve ne sarete accorti tutti, no, il rilancio marketing del "maschio" degli ultimi anni? E' forse un caso? Pensate che un clown come Dan Bilzerian in altri tempi avrebbe avuto tutto questo seguito?** Naturalmente c'è anche dell'altro, ma non ne discutiamo in questa sede.

Ma la cosa che trovo più odiosa è la neologismo "nice guy". Ovvero il concetto del bravo ragazzo, che oggi è un insulto eufemistico, che significa qualcosa tra "cesso incapace di attizzare divertente quanto un rosario a Ferragosto", l'equivalente relazionale di "Diversamente abile" e "Paese in via di sviluppo", rispettivamente eufemismi di "handicappato" e "Repubblica delle Banane piena di straccioni".
 
Ma cosa sarebbe un "nice guy", un "bravo ragazzo" come loro lo intendono? Uno sfigatello convinto che, come gli dicevano mamma e maestre, per avere ciò che si vuole basta darsi da fare e comportarsi bene. Cosa che, non ci sarebbe bisogno di dirlo, nelle relazioni non funge. Ma a meno di non avere qualche problema di apprendimento, prima o poi lo si impara. Uno sfigatello che diventa, prima o poi, frustrato. Ma sarà davvero così? O meglio, non è fondamentalmente un prodotto dell'educazione femminista? O meglio ancora, non è una bugia ipocrita finalizzata a sfuggire le proprie responsabilità?

Mi spiego: a un certo punto un numero nutrito di educatrici femministe decidono che maschio bleah, puà, schifo, e educano consapevolmente una generazione di maschi de-virilizzati, incapaci di affrontare le durezze della vita senza frignare e pestare i piedi, maschi che, per tutta una serie di ragioni alle donne NON PIACCIONO. E fin qui sarebbe tutto normale. Dico sarebbe, se non ci fossero le femministe di mezzo. Che ovviamente, non paghe di aver causato il, o quantomeno contribuito al, danno, pur di non riconoscere che si sbagliavano, che un uomo de-mascolinizzato a loro NON PIACE, come NON PIACE alla maggior parte delle donne sane, si inventano la storia del "nice guy", dell'individuo laido, viscido e meschino che "finge l'amicizia per il vergognoso e turpe obiettivo di avere una relazione".

 Piuttosto che ammettere che l'uomo come lo hanno voluto loro NON ATTIZZA, si inventano queste storie popolate da subdoli aspiranti Zelig che complottano con lo scopo abietto di avere una relazione amorosa. Dicono che è frustrato. Per forza! Dopo che le vostre colleghe lo hanno educato a non piacere, a essere debole e lagnoso, a non attizzare e dunque beccare due di picche a profusione, sarebbe strano il contrario. Pensavano che de-mascolinizzare l'uomo avrebbe fermato la violenza sulle donne. Illuse. Sono proprio gli uomini deboli a picchiare e uccidere le donne. Non ditemi che lo scoprite solo adesso. Se si, fate un favore alla collettività e a voi stesse: disconoscete le vostre lauree psico-pedagogiche, se ne avete una.

Per concludere: naturalmente sì, ognuno è libero/a di rifiutare un approccio da chiunque. Ma occorre prendersene la responsabilità. Avere il coraggio di dire le cose come stanno. Senza mentire. Essendomi trovato in entrambe le situazioni, più in quella di rifiutato a onor del vero, posso comprendere che dire la verità, nuda e cruda, non è sempre facile. Lo capisco. Ma accusare un corteggiatore indesiderato di essere un bugiardo e un falso che "finge l'amicizia" è solo un vergognoso scarica-barile. E lo sai benissimo. Non fare il/la santarellino/a. E lasciate andare anche la balla del "possesso" (vignetta 19), è chiaro che se si viene rifiutati difficilmente si vuole restare amici.

Voi lo fareste? Se qualcuno vi rifiutasse mettereste un bel sorriso e "amici come prima"? Tesori, non funziona così nella realtà. Né funziona che dopo esserci dichiarati vi stiamo accanto, in lutto, mogi mogi, da buoni amici, col muso lungo a non farvela pesare (vignetta 21). Ma chi vi credete di essere? E anche a voler del sesso, beh che c'è di male? Dopo tutti i discorsi sulla liberazione sessuale adesso criminalizzate un uomo che vuole del sesso consenziente? Cos'è, il tipo non vi piace? Non vi attizza? E' imbranato?*** Sta bene, significa che non ci andrete a letto, ok. Qual è il problema? Eh? Vi sentite offese? Non doveva OSARE, ad avere sentimenti/voglie nei vostri confronti? Che siete come quegli stronzi che picchiano i gay che OSANO fargli delle avance? Che siete, come Bard Faust?
 
No signore, non mentite. Anche perché, nell'ultima vignetta (22), tra le righe, lo dite che è proprio quello il problema: i mostri che avete contribuito a creare vi ripugnano, e preferite biasimarli e fargli del male piuttosto che ammetterlo. Come delle novelle Dott.sse Frankestein. E si sa come è andata a finire, o lo sapreste se non leggeste solo stronzate dei gender studies.

Una soluzione onestamente non ce l'ho. Non saprei proprio da dove si dovrebbe iniziare. Quindi torno a lavorare che è meglio, piuttosto che parlare di cose che non conosco. IO.

*dio, quanto odio questa parola. Ma che fine ha fatto il buon vecchio e autarchico "due di picche", scritto bello per esteso, vedete che figo, altro che 'sti americanismi...
** sarà ricco, sarà quello che volete ma è un clown. Un buffone. Un multimiliardario malato di gioco e coca, che paga, perché LE PAGA, delle tizie per farsi le foto su Instagram è solo uno sfigato. Ricco, ma sempre sfigato.
*** in Riviera Adriatica a questi tizi, le tipe dicevano "Madonna, te la darei anche ma tu non sai proprio chiederla"."

Io non so nulla, so solo che quanto ho letto è magistrale!
Ripeto il link al blog di Calamity John, in caso vi fosse sfuggito.

11 commenti:

  1. Senza nulla togliere ai limiti di certi estremismi da entrambe le parti, non so dire su quanti piani questo testo sia una cazzata bestiale dal punto di vista argomentativo e logico, però, si legge un grande dolore di fondo, al quale porto rispetto e comprensione. Mi dispiace, se questo è il caso come sembra, per le sofferenze patite dall'autore, gli auguro di farsi coraggio e andare avanti.

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    1. e fattela na risata!
      è semplicemente un'opinione su un blog, mica un saggio...o sei uno di quelli che deve fare vedere quanto è distante dallo stereotipo d'uomo descritto che si prende i due di picche? :P

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    2. Ma veramente conosco chi ha scritto questo testo (ovviamente, altrimenti non me l'avrebbe lasciato ospitare nel blog), e a parte una normale intolleranza alla demenza feminazi non ha nulla

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    3. Chiaro che il pezzo vuol essere ironico... ma a me mette tristezza. Riesco proprio a immaginarmi il dolore del due di picche dietro a questi ricordi... Per il resto, decisamente fuori tema. Per quanto il fumetto in questione sia in molti punti esagerato, pensare che non sia in sostanza corretto è decisamente infantile. Soprattutto, appellarsi nel 2016 come argomento al "le femministe hanno femminilizzato l'uomo e adesso si lamentano" fa veramente anni '50... sembra una battuta veccia di tre secoli passata per nuova... dai...

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    4. Perché anni '50 se allora non erano ancora nate le varie correnti feminazi di dworkin e compagnia?

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    5. bel blog, peccato che l'autore non posti piu' dal 2015.

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    6. Pare che abbia intenzione di riprendere a scrivere

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  2. Ho letto l'intero fumetto ed è una cagata bestiale.

    Ok, ora si grida "friendzone!" ad ogni rifiuto ed è un errore (la friendzone vera è tutt'altro, fatevelo dire dal me del passato)... però la storia, ma che cagata è? Una ragazza talmente cogliona che non si accorge che la gente ci prova con lei (uno che a malapena conosci esce con te TRE volte e tu credi che sia perché siete grandi amici? forse sei tu a non aver chiaro cosa cazzo è l'amicizia) e anziché ammettere che non ci ha capito un cazzo e rifiutare, si difende con la scusa dell'amicizia.

    E fa anche la vittima poi! Fantastico

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    1. che il fumetto non sia una perla e sia davveri "un tantino" tirato per i capelli ci sta tutto. che il concetto dietro sia del tutto condivisibile anche se mal espresso, ben altro paio di maniche ed innegabile.

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  3. fabrizio leone *appunto*... non ha niente a che fare col femminazi qualunque cosa sia... è proprio roba vecchia.

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  4. Da amante dei fumetti vorrei innanzitutto affermare, senza tema di smentita, che quello non è un fumetto, ma uno spreco di pixel per quant'è disegnato male.
    Venendo invece al pezzo di C.J. non ho i titoli né i dati per dargli ragione sulla questione del contributo femminazi al fenomeno, ma sulla reale esistenza del fenomeno e dell'ipocrisia del friendzonatore/ice so' d'accordo e so' d'accordo (dopo aver fatto una breve statistica personale nella cerchia di conoscenti)anche nel rilevare una maggiore frequenza di friendzonatrici(di cui l'autriLOL è un'esemplare da manuale) rispetto ai friendzonatori.
    Quel che penso del fenomeno, inteso come :
    - Mi piaci - sono innamorato/a di te - scopiamo
    - Non sei il mio tipo, ma vorrei che restassimo amici

    a me pare una fondamentale mancanza di maturità, nel senso che queste sono le tipiche dinamiche delle medie o del liceo, in cui da un lato si ha questa idea distorta dell'amicizia per cui tutti sono amici a meno che non siano proprio-proprio nemici, e guai a intaccare questa visione del mondo che è peccato mortale e si rompe l'ultimo sigillo dell'apocalisse.
    Dall'altro c'è un problema logistico non indifferente : il tizio o la tizia che rifiuti non può cambiare giro, siete obbligati a condividere gli stessi 30mq ancora per anni, 6h al giorno, 5gg la settimana.

    Da questo punto di vista è un atteggiamento persino costruttivo visto che cerca di mantenere gli equilibri del branco, ma persistere passati i 18-19 anni è da bimbiminkia.

    P.S.
    Ho spulciato tutto il blog di C.J. stanotte, spero che riprenda a scrivere.

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