lunedì 18 gennaio 2016

Il femminismo e la meritocrazia

Voi lo sapete bene che di fronte alle ingiustizie io mi incazzo e non poco, mi incazzo tanto da far sembrare Sgarbi un tenero agnellino che dorme, e si è ben visto nel corso del tempo.
Una delle ingiustizie che mi fanno incazzare è il calpestamento della meritocrazia, a favore di nepotismo, raccomandazioni, simpatie, razzismo o sessismo. Mi fa girare le palle quando qualcuno di valido viene segato per motivi futili, è un impoverimento per tutta la società.
E a questo punto qualcuno potrebbe pensare: oh bene, sta per scrivere riguardo le donne silurate nei posti di lavoro e del grande servizio reso dal femminismo per sensibilizzare gli animi. E qua dico subito no...

Andiamo per gradi e vediamo due fatti più o meno recenti che mi sono giunti alle orecchie:
Il primo è la polemica nata riguardo l'Oscar del fumetto in Francia.
Questo Oscar è un premio alla carriera che viene insignito al fumettista più votato, la selezione era di trenta nomi e fra questi c'era Stan Lee, il leggendario creatore di numerosi supereroi che oggi fanno fortuna in fumetteria e al cinema, che ha iniziato la sua carriera nel 1941. Non sono noccioline 75 fottutissimi anni di carriera!
In ogni caso nella lista di 30 nomi, fatta dai fumettisti e artisti stessi, non è figurata nemmeno una donna. Erano tutti uomini, 30 nomi 30 uomini. E la cosa fece incazzare non poco le femministe che sono insorte come i minatori britannici nell'85 e hanno fatto caciara e urlato finché non gli hanno dato retta, con alcuni fumettisti in lizza per il premio che hanno colto la palla al balzo per fare gentismo e guadagnare punti con gente che li odierà sempre e comunque. Ma vabbe' commenterò dopo.

Il rischio che si corre quando si sparano minchiate abissali è di autoinsultarsi tentando di fare il contrario...
L'altro fatto che mi ha colpito, in modo tanto negativo da lasciarmi con gli occhi sbarellati e la mascella a terra, è il "teatro femminista". Bello il teatro femminista, chissà che spettaccolo o monologo avranno messo in scena! Mi incuriosisce! E cazzo dico che chi ha inventato il detto "la curiosità uccise il gatto" penso avesse avuto incontri ravvicinati del terzo tipo con una femminista o sedicente tale! Scene che fanno venire il cancro agli occhi: sei imbecilli, capirete perché le definisco imbecilli, che al buio e illuminate da luce soffusa emettono prima versi incomprensibili mentre si agitano in modo belluino per far ballare il corpo e tremare la voce, minchia che arte! Poi dopo si mettono in formazione e urlano come se fosse in corso l'inculaggio da parte di cavalli da monta superdotati, senza lubrificante e con sale e sabbia. Altro spezzone ed emettono versi come se fossero un branco di scimmie sotto i devastanti effetti di un trip di acido, popper, ectsasy e Gigi d'Alessio, e le inquadrano in faccia mostrando volti impegnati e orgogliosi della cagata che stanno facendo. Poi si mettono in posa emettendo versi fastidiosi come le fottute zanzare tigre immuni a zampironi, spray e trappole elettriche con la luce blu, ma aspetta, sono fastidiose proprio perché fanno quasi lo stesso suono! Ma non è mica finita! Si mettono di spalle e poi si girano mentre ululano alla luna come lupi rincoglioniti, mostrando il loro lavoro di mano... oddio lavoro di mano, diciamo che si stanno tirando rasponi "a mano piena", ma veloci eh, cioè proprio si accanivano su quel pene "immaginario" (fortunatamente non si sono messe qualche cazzo di gomma addosso per la scena, ma ne sarebbero state capacissime). Finite le cagate, e le seghe accanite, inizia il monologo. Oh, finalmente! Magari diranno qualcosa di sensato! E invece no... stanno lì parate, sempre con la luce soffusa che fa figo e chic, e dicono "io odio Natalie Portman, io odio Katy Perry" e così via qualche nome di celebrità femminile. Cazzo, quanto costava il biglietto? Quaranta euro? Minchia che affarone!
"Cosa hanno in comune una donna e Lexitus?" Pausa... "Entrambi producono un sacco di merda".
Dopo la perla si danno il ritmo con le bacchette, mi domando perché lo facciano visto che non stanno suonando e in ogni caso che si coordinino o meno il risultato è una merda (oh, adesso capisco la battuta di prima!), e iniziano a fingere di piangere urlando come macachi in lutto dopo non essere riusciti nemmeno a farsi una sega. Fastidioso e caotico, senza senso e inutile. Una merda!



Dio benedetto che cazzo ho visto...
In ogni caso veniamo al discorso meritocrazia...

Meritocrazia portale via

Ma sul serio, via lontano e che non rompano i coglioni!
Prendiamo in esame il caso degli Oscar del fumetto? Si parla di un premio alla carriera. Carriera.
CARRIERA. C A R R I E R A.
Ci a erre erre i e erre AAAAAAAfancuuuuuuuuulooooooo (semicit)
Non è tanto strano che ci fossero stati solo uomini visto e considerato che loro stesse hanno ammesso che le donne si sono affacciate nel mondo del fumetto dopo molti anni rispetto gli uomini, cazzo è difficile collegare le due cose in quelle testoline bacate e vuote? Sono vuote, perché le informazioni faticano tanto a passare? Ci fosse stato ingorgo l'avrei capito, a meno che l'ingorgo non siano le minchiate feminazi del cazzo.
Ok, la situazione precedente che non dava spazio alle donne non era una bella cosa e fortunatamente le cose sono cambiate, ma non puoi cercare di importi in un premio alla carriera.
A chi hanno dato l'oscar alla carriera recentemente? A Ennio Morricone, un maestro eccelso che compone musiche che diventano leggendarie e indimenticabili. Gli hanno dato l'oscar alla carriera appena ha iniziato o quando aveva 50 anni? No, glielo hanno dato 85 anni.
C A R R I E R A porca troia.
Tornando all'esempio di Stan Lee, lui ha 75 fottuti anni di cazzutissima carriera alle spalle.
Ora, se si da un premio alla carriera e di donne con una lunga carriera non ce ne sono, anche se in passato una ha vinto quel premio, cosa minchia fanno? Ovvio, abbassano gli standard e ci buttano dentro una o due artiste per il solo fatto che sono uteromunite. Gli intervistati non facevano che citare Rumiko Takahashi fra le autrici che avrebbero messo fra i 30, ma lei per quanto indubbiamente capace e brava ha alle spalle 35 anni di carriera, non 75. Cazzo, sul serio è così difficile capirlo?
E come al solito il buonismo del cazzo e la caciara di merda ha fatto ottenere delle nomination anche a delle donne, anche se non stanno al culmine della loro carriera. Hanno abbassato lo standard, per le donne ovviamente, cosa che fa schifo al cazzo. Un po' come nell'esercito: le donne devono fare metà dell'addestramento perché non ce la fanno. Tutto molto bello e tutto molto "equo", tranne quando ti ritrovi nella merda e i tuoi commilitoni non riescono a stare al passo e tutti vengono sterminati come mosche in una teca di rospi affamati e incazzati.

E adesso ci divertiamo con il teatro...
Mai avuto tanto dolore al cervello, sinceramente, una merda simile è difficile vederla in giro.
Sei teste di ovaia che per il solo fatto di definirsi "femministe" che descrivono uno spettaccolo come "irriverente e femminista" mentre in realtà non fanno che mettersi di fronte al microfono, urlare come deficienti, tirarsi rasponi filosofici e molto sentiti e dire due o tre cazzate in croce.
Qualcosa per cui nessuno guarderebbe neppure se lo pagassero loro, e invece il bollino "femminista" ha sdoganato quella cozzaglia di diarrea e vomito di cane bastardo e malato e non solo la gente lo ha visto (e probabilmente ha pagato) ma ha fatto il giro del mondo e hanno pure vinto dei premi!
Capito? Tu urli al teatro, ti tiri un raspone, fai una freddura del cazzo e fai soldi a pacchi e vinci pure dei premi! That's meritocrazia! Nel mentre artiste donne veramente capaci faticano a farsi conoscere ma hey, è colpa del maschilismo!!11



Dove è la meritocrazia? Perché abbassare gli standard o premiare infinite scariche diarroiche improvvise solo perché "femministe" non è meritocrazia, è l'esatto contrario. Passare da un limite, negare ogni cosa alle donne, all'altro, cioè premiare ogni minima cagata solo perché fatta dalle donne, non è la soluzione ad un problema, è un altro problema. Un enorme problema, come lo era la stessa cosa a parti inverse.
Spesso l'impressione è che alcune vogliano solamente vendicarsi di un maschilismo che è morto da decenni (la vera oppressione è finita da decenni e si consumava secoli fa) con le "quote rosa" oppure delle poverette incapaci, inette, pusillanimi, senza alcun talento né capacità che sfruttano il "femminismo", visto dai più come qualcosa di buono e giusto senza che ne conoscano le sfaccettature nazi, come trampolino per raggiungere la fama e guadagnare soldi a sacchi in fila per tre col resto di due.

Ogni riferimento ad Anita Sarkeesian è puramente voluto, ma arriverò anche a lei.

Questo non è progresso, sono cagate che hanno fatto in molti per molto tempo, solo che ora se ne sta avvantaggiando un gruppetto che si definisce "femminista", mentre prima le etichette erano diverse.

10 commenti:

  1. Hai mai ascoltato il "canto di gola mongolo"? una volta una mia amica mi ha fatto passare una serata ad ascoltarlo...forse era un modo per dire che non ci stava ma avrei preferito un no :).

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    1. Se non è quello dove dopo un po' sembrano fischiare o suonare uno strano strumento credo di non conoscerlo, ma ascoltare una sera intera qualcosa è una tortura... se lo scoprono la processano pure!

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    2. Sembra un infallibile modo per mettere qualcuno nella friendzone

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  2. Per la questione del Oscar del fumetto, io avevo una soluzione molto più semplice: creare un secondo premio dedicato alle sole autrici o in generale agli autori di ambo sesso per aver avuto, la butto lì, una fiorente carriera in breve tempo o che nonostante le difficoltà hanno portato avanti le loro opere. Proprio a darle il contentino, fare tutti felici e buonanotte ai suonatori.

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    1. Pure i contentini sono discriminazioni. Più che dare contentini bisognerebbe iniziare a rispondere a tono e togliere potere ai piagnistei, altrimenti non se ne esce più. Anzi si incentivano le merdate.
      Il problema è il buonismo che alimenta questa gente. Secondo me starebbero buoni e zitti se sapessero che non otterrebbero nulla se non figure di merda.

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    2. Anche quello è vero però, almeno in uno dei miei hobby preferiti, non vorrei questi battibecchi da quattro soldi beceri e sterili. Dopo un po'(le femministe adorano scagliarsi contro i fumetti e i videogiochi) uno perde anche la voglia di parlarci.

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  3. Ma perché girano il copione mentre urlano come scimmie? Hanno paura di dimenticare le battute?

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    1. Scherzi? Se urlassero a caso non sarebbe femminismo! Metti che c'è da urlare AAAAAAA e invece urlano IIIIII, stravolgerebbero tutto, distruggerebbero i ruoli, sarebbe il fallimento della donna con l'unica conseguenza che l'uomo maschilista riprenderebbe subito il controllo! Undici centoundici e pure uno.

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  4. A proposito di femminismo, ecco la Svezia, una nazione che più femminista non si può, cosa intende per stupro :un uomo che si rifiuta di mettere il preservativo...giusto per ricordarci quanto migliora una società in mano a delle donne acide che non si capacitano di non avere il pene

    http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-europa/svezia-poliziotta-accusatrice-lesbiche-complotto-assange-783791/

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  5. http://torino.repubblica.it/cronaca/2016/01/22/news/la_dirigente_gtt_licenziata_tutto_falso_cacciata_perche_l_ad_e_un_maschilista_-131848104/?ref=fbpr

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