sabato 12 dicembre 2015

I canoni di bellezza imposti da media e società

Post principalmente opinionistico, lo dico già da ora anche se dovrebbe capirsi.
Si sente molto spesso parlare di "canoni di bellezza" imposti da questo e quello, che fanno cadere nella depressione le ragazze (si parla principalmente di quelle grasse) perché non si sentono adeguate.
E via di "studi" e fiumi di parole a descrivere  come la società e i media brutti e cattivi maltrattino le donne grasse. Vorrei fare diversi appunti:

Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace


Sembra stupido, sembra banale, ma è così. Ognuno ha diversi canoni di bellezza personali, punto e basta. C'è a chi piacciono le maggiorate e a chi piacciono le taglie piccole, c'è chi apprezza i "culoni" sporgenti e chi li preferisce più piccoli. C'è chi preferisce le donne alte e chi le preferisce basse, e così andare fino all'infinito.
Se una di queste persone vede una modella al limite dell'anoressia in televisione o su una rivista non è che automaticamente gli cambiano i canoni di bellezza, o gli piace o non gli piace.

Perché non fa il modello?
Eppure è uomo, e gli uomini non
sono discriminati
Parlare di canoni imposti è una cazzata. Nel campo delle sfilate di moda la scelta verso ragazze al limite della sopravvivenza (è capitato che una modella morisse di fame durante una sfilata, di fronte al pubblico, una vera vergogna) è stata fatta per far risaltare più il vestito che la modella, e nessuno credo abbia mai detto che quelle sì che sono la vera bellezza femminile.
Se qualcuno che vede le modelle in quelle condizioni, meri attaccapanni deambulanti usati per sfoggiare dei vestiti e pensa che le macchine fotografiche e le copertine non siano per i vestiti ma per quella ragazza usata veramente come fosse un oggetto, beh o è incredibilmente stupido o ha qualcosa che non va nella testa. E chi si ammala di anoressia perché vede quelle cose ha qualcosa che non va nella testa, e spesso sono problemi legati alla famiglia e non ai media.

C'è anche il discorso di "discriminazione" delle grasse, perché in televisione mostrano solo modelle bellissime e non sovrappeso, quindi impongono il canone di bellezza della ragazza nel pesoforma e le grasse vengono discriminate...
Mai sentita puttanata più grande... a parte il discorso già fatto che ognuno ha i propri gusti, per cui ci sono quelli a cui piacciono le ragazze tondette, quelli a cui piacciono ben in sovrappeso e quelli a cui piacciono obese di terzo grado (non li capisco, ma sono gusti) e che non cambiano in base a cosa vedono in televisione qui dobbiamo sottolineare una cosa che è tanto semplice e facile ma molti sembrano voler ignorare: la televisione mostra quello che piace.
Questo perché loro non cercano di imporre canoni, ma cercano di guadagnare soldi.


Semplice marketing

Esatto, mettere belle ragazze magre in televisione è una semplicissima operazione di marketing, che si basa su due fondamenti ben precisi: Uno è che si deve dare alla gente quello che piace alla gente.
Perché in televisione ci sono delle ragazze per lo più alte, magari con delle belle tettone e snelle? Perché quel tipo di ragazza è quello che piace alla maggior parte della gente.
I media non impongono nulla, i media si adeguano a quello che già esiste. Se ci ragioniamo due minuti quale è la critica più aspra che si può muovere alla televisione italiana? E' sotto gli occhi di tutti: l'andare sul sicuro. Serie tv demmerda, tutte uguali fra di loro, (ogni riferimento alle fiction è puramente voluto) a parte qualche raro caso di distinzione e qualità, sono lo specchio di questa mentalità.
E come si può pensare che mettano belle donne per "imporre" qualcosa? Se io voglio imporre qualcosa sto correndo grossi rischi principalmente perché quella cosa non è apprezzata, almeno dai più. E se questo avviene cosa succede alla televisione? Meno ascolti, meno introiti, probabile fallimento.

La verità è questa: nessuno impone nulla, specialmente chi per campare sfrutta quello che esiste.
Il concetto di domanda e offerta è tanto semplice quanto ignorato.
Poi si potrebbe rimproverare questa gente di non osare e magari vendere i format all'estero (tipo "chi vuol essere milionario" o "Breaking Bad"), ma questo è un altro discorso.

Il secondo fondamentale, che è intuibile leggendo le righe qui sopra, è che il bello vende, piace, attira. Inutile fare discorsi filosofici e minchiate varie perché chi sta nel mondo del marketing lo sa da secoli: il bello vende, il brutto no. Perché i negozianti cercano sempre commesse carine? Perché la commessa carina fa fermare più clienti.
Le vallette in televisione sono belle perché così più gente segue la trasmissione.
Si capisce bene il motivo per cui questo avviene no?
E se proprio non è ancora chiaro vediamo un po' questo video:



Questo ragazzo si è messo in faccia un "unibrow" cioè un monosopracciglio da far paura a Chewbakka, solo quello. Vistoso sì, ma razionalmente non un valido motivo di discriminazione. E invece lo è stato: è bastato mettersi quel unibrow per essere trattato alla stregua di un lebbroso appestato sifilitico e da risposte gentili e conversazioni cordiali si è visto rispondere in malomodo o liquidato molto in fretta. Oltre ad essere stato oggetto di scherno, ovviamente.
Tutto per quattro peli fra le sopracciglia.

E' biologia

Colpa dei media? Colpa della società? Colpa della cultura?
Forse in parte la cultura ha una colpa, direi che incide per quanto riguarda le limature e i dettagli, per il resto c'entra la biologia. Siamo animali, nonostante tutto, e un corpo snello e scolpito è un corpo forte e sano, cioè capace di portare avanti la prole o di procurare il cibo.
Nel neolitico la bellezza in una donna era il grasso, perché feconda (torniamo lì) in un mondo dove la fame la faceva da padrona. E noi sappiamo bene che se una donna ha poco grasso difficilmente porta avanti una gravidanza, o le si interrompe proprio il ciclo e l'ovulazione.

La gente istintivamente si fida di più delle persone belle, ha più piacere a parlarci e passarci del tempo. Questo è dettato principalmente dagli istinti e dall'inconscio, che abbiamo perché pur sempre animali.
Ci si può incazzare perché ancora ci sono persone che si comportano come animali ma si sa che l'ignoranza è la fa da padrone e probabilmente si parla di gente con un QI infimo, ma funziona così.
La società è questo, per cui c'è poco da fare. Si può cercare di educare al rispetto, ma anche questo è qualcosa che in molti non conoscono.

Ci sono delle donne in fortissimo sovrappeso e obese che non sono felici perché quasi universalmente riconosciute come "brutte" e invece di fare un po' di autocritica e cercare di risolvere il problema iniziano a urlare "le ossa ai cani" e "io sono bellissima così (a 160 kg) e vado a fare la modella!!1" e il sempreverde "Io sono curvy e gli uomini preferiscono curvy".
Tralasciamo i deliri e l'appropriarsi di definizioni che non gli confanno (ci ho già scritto), ma non è forse cercare di imporre dei canoni estetici quello pure? Le ossa ai cani e gli uomini preferiscono le curve è chiaramente un tentativo di imporre dei canoni estetici, e anche se l'ho già detto è pure discriminazione verso chi è naturalmente magra (o magro, ci passano anche i ragazzi, anche se le nazifemministarde dicono che è un problema solo femminile) facendola pure cadere in depressione.

Alla faccia di 'stocazzo e della vuota retorica senza senso che è servita in modo buonista ma serve solo a frignare.
E no, non è un problema "femminile", ci passano tutti. Solo che le ragazze mangiano meno, i ragazzi vanno in palestra...

7 commenti:

  1. vendere i format all'estero

    Intendevi "comprare format dall'estero", immagino.

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    1. No, intendevo fare il contrario... appunto producendo qualcosa di buono invece della solita merda

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  2. Grande!

    Non se ne può più delle obese che stanno a compiangersi dalla mattina alla sera e non fanno altro che cantarsele e suonarsele, ora contro i media, ora contro tutti, al posto di fare una sana dieta e autocritica!

    Al posto di migliorarsi, come dovrebbero, vorrebbero portare le magre al loro livello, perché è più semplice... non richiede sforzi!

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  3. La questione è che alti o bassi, robusti o magri, belli o brutti, bisogna star bene con sé stessi. Il troppo stroppia, d'accordo: una palla di lardo è un estremismo alimentare esattamente come una persona anoressica; ma tutte le sfumature intermedie, se vissute con naturalezza, sono la norma, tanto gli strafighi (termine neutro: comprende anche le strafighe) da televisione sono una piccola percentuale del totale, sono rifatti dalla testa ai piedi e come modello di vita fanno veramente cagare. Volersi adeguare a un modello imposto dal marckqheting (storpiatura voluta: il termine per me è quella roba fantozziana...) vuol dire non saper ragionare con la propria testa - e purtroppo di pecoroni ce ne sono sempre troppi in giro. Essere sul fronte opposto, quello dei lamentoni che ce l'hanno col mondo perché vorrebbero che si adeguasse alla loro natura, ecco, è ancora peggio. Poi, è vero che "il bello" attira di più - ma vai a chiedere, tanto per fare un esempio, a un africano cosa intende per bellezza: ti risponderà che secondo il suo canone di bellezza gli ultramagri palestrati fanatici del fit-stacippaness sono gravemente malati e andrebbero curati. Il fattore culturale è davvero MOLTO importante, in questi casi.
    N. B.: a me piacciono le donne formose, con la giusta quantità di carne sulla struttura scheletrica - ma non, come ho detto, le palle di lardo che di carne ne hanno un pochettino di troppo.

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    1. A quel punto il problema è principalmente medico e salutare più che estetico.
      Dell'estetica frega cazzi. Un tempo, mai abbastanza rimpianto, si diceva "l'importante è come sono dentro".
      Oggi si sgomita per dire "so' figo pure io so' figo pure io!11!! E se dite il contrario siete dei coglioni!!1"

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  4. Volevo fare solo una piccola precisazione, nonostante mi trovo completamente d'accordo con l'articolo:
    Curvy è usato per indicare quelle modelle in sovrappeso normale o leggero che hanno belle forme, non le balenottere spiaggiate. Lo dico da balenottero spiaggato.

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  5. Non credo che la cultura incida per semplici limature e dettagli. Pensare che i media siano dei meri "passacarte" di quanto preteso dal volgo non è esatto. Non dobbiamo disturbare il neolitico per trovare modelli di femminilità stile "grasso è bello", basta visitare l'età barocca, guardando, ad esempio, i quadri di Tiziano. Perché nei secoli l'ideale di bellezza femminile (vabbè di quella maschile ne parliamo un'altra volta) è mutato? Diciamo che media e società sono due facce della stessa medaglia. Impossibile stabilire se sia nato prima l'uovo o la gallina, sta di fatto che i media riflettono i bisogni della società, nella stessa misura in cui la società si adatta alla roba diffusa dai media. Ed ecco che nel XX secolo, in seguito all'emancipazione della donna e via discorrendo, la società produce un nuovo ideale di bellezza: non più la chiattona sottomessa al "marito-sì badrone", che sta chiusa in casa a lavare i panni e preparare la zuppa, ma una donna disinibita, che lavora, fa sport, lotta per i suoi diritti e compagnia bella. E i media, come sempre, hanno partecipato al gioco, sia come attori che come spettatori.

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