mercoledì 11 novembre 2015

L'incapacità manifesta dei pubblicitari nostrani

Oddio nostrani, non so quanto siano incapaci quelli di altri paesi, ma capita raramente di vedere pubblicità straniere tranne qualche trailer o pubblicità di macchine su youtube. In ogni caso, ogni giorno ci lanciano addosso pubblicità. La pubblicità è l'anima del commercio e fin qui è ok, ma non è ok spappolare i coglioni al pubblico...

Fastidio e manuali applicati alla lettera


Questi pubblicitari, che non so da quale scuola vengono fuori ma o non hanno capito un cazzo o gli hanno insegnato a cazzo di cane, applicano per filo e per segno, in modo tarato e cieco, tutte le nozioni che gli hanno lanciato in faccia manco fossero gavettoni di merda, probabilmente per levarseli dal cazzo il prima possibile.

Ovviamente non parlerò del fatto che, secondo i pubblicitari, ogni minchiata che vendono ti faccia conquistare e trombare decine di migliaia di figone spaziali che nemmeno su playboy, altrimenti dovrei criticare il 90% delle pubblicità e finirei con il dire sempre la stessa cazzo di cosa.
Anche se ho visto una pubblicità ai limiti del ridicolo: si vede una bella biondina, non fa nulla guarda solo in camera/verso il televisore, e pubblicizzavano qualcosa (infissi? Non ricordo bene) che non c'entrava un benemerito cazzo, e la reazione è stata urlare "MA CHE CAZZO C'ENTRA!?".

Torniamo alle nozioni...
Una di queste è che una persona deve sentir parlare di un prodotto, servizio o azienda per sette volte prima che inizi a conoscerlo quindi a fidarsi (inutile negarlo: tendiamo sempre a diffidare di quello che non conosciamo, è un istinto naturale che scavalchiamo con la conoscenza e un po' di buonsenso) e comprare il prodotto/servizio.
Il problema nasce dal fatto che spesso questa nozione viene semplificata un po' troppo con un "la persona deve vedere/sentire il marchio sette volte prima che compri", e arriva il somaro ciucco con QI da far ridere i polli che prende la cosa alla lettera e va a sfangare le palle al pubblico...

Certi pubblicitari fallirebbero pure a vendere il pesce, eppure fanno spot per grandi aziende (non troppo sveglie pure loro)
Come? Non è che consiglia di investire in tutti i media possibili e per un certo tempo, così che la persona senta parlare le fatidiche sette volte (che immagino sia una media fra l'altro, non siamo tutti uguali) e diventare un cliente, no! Troppo logico! Lo stronzone in un burst di asfissia cerebrale ti impacchetta uno spottino di merda in cui viene ripetuto numero sette volte precise il nome del marchio, fra l'altro con voce e modo fastidioso quanto un ferro rovente che ti entra nei timpani.

Ma quanto cazzo bisogna essere coglioni per fare una stronzata simile? Altri ci avevano già provato e da anni, facendolo ripetere tre, quattro, perfino cinque volte, infrangendo la barriera della pioggia di santi, ma arrivare a sette è proprio da idioti tarati che prendono tutto alla lettera manco fossero windows, vista però.

Altra minchiata, in uso ormai da qualche tempo e che anzi è stata recentemente peggiorata amplificando il fastidio e l'incazzo, è quella di sparare rumori fortissimi in modo da attirare l'attenzione. Roba che se abbassi il volume tanto che non senti più nulla continui a sentire quel cazzo di allarme demmerda (capito di cosa parlo no?). Un po' come le pubblicità di Celentano, solo più fastidiosa. Incredibile come riescano a trovare nuovi e sempre più efficaci modi di rompere i coglioni piuttosto di inventarsi qualcosa di utile.
Non paghi, come acennavo prima, hanno peggiorato la cosa, inserendo il fastidio distillato ben 3 volte duranto lo spottino del cazzo.

Cosa hanno ignorato questi pubblicitari

A 'sto punto quei pubblicitari, sentita la gente che si lamenta del fastidio e del nervoso causato dalla pubblicità, non è che capiscono di aver rotto i coglioni e smettono di gonfiarti le palle tanto che ti serve un intervento chirurgico per evitare l'orchite, quelli festeggiano e ridono!

Si, perché per loro è un successo che "la gente parli della pubblicità" e sostengono di "aver fatto bene il lavoro". E fanno appello all'autorità del titolo di studio per tacciare chi gli dice "guarda che se mi da fastidio io non compro, anche se parlo del fastidio e non del prodotto/servizio" per tacciarti di non capire un cazzo.

Magari non capisce un cazzo nemmeno Philip Kotler, il PADRE del marketing, che in uno dei suoi libri, Il marketing dalla A alla Z, afferma in modo inequivocabile di NON creare fastidio nelle persone, altrimenti quando si troveranno di fronte al tuo prodotto (come al supermercato) lo associeranno al fastidio e non lo compreranno.

Invece 'sti minchioni continuano a sostenere il contrario, e scusate se mi fido di più di uno stimato esperto di marketing che lo ha praticamente inventato più di un coglione che mi fa sentire 300 mila volta o mi mette la sveglia o l'allarme di 'stocazzo così mi giro di scatto per vedere chi e cosa odiare per due anni di fila.

E lasciamo perdere quelli che hanno scoperto che se non consigli ma dai l'impressione di lasciare la libertà di scelta la persona è più propensa a sganciare il quattrino. E vedi quello che applica alla lettera con un "libero di scegliere" o quegli altri, incredibilmente più ritardati, che ti dicono "scegli il climatizzatore", e tu pensi che magari c'è una scelta fra diversi modelli... e invece no! E' uno solo, quello che vogliono rifilarti loro, però siccome è marketing ti dicono "scegli il climatizzatore"!!11 uno undici centoundici che porca puttana che cazzo scelgo se il modello è uno solo e lo avete scelto voi?

Fateci caso, questa del "scegli" "libertà" o "libero di scegliere" è facile da sgamare e si capisce subito dove vogliono andare a parare, è anche interessante vedere il modo goffo e imbarazzante con cui questi incapaci cercano di applicare le strategie del marketing senza capire un cazzo di niente.


12 commenti:

  1. in italia più o meno funziona così: il creativo fa tre proposte, una standard niente di eccezionale ma che rispetta le regole della comunicazione, una brutta infarcita di stereotipi e spesso senza un senso compiuto e infine una bella, a volte geniale e innovativa. La prima viene scartata, la seconda è quella che sceglie il cliente, la terza è quella che il creativo mette in portfolio :)

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    1. Errori simili le grandi aziende non dovrebbero farli... son cazzate che ti aspetteresti dall'aziendina o negozietto di quartiere, non da pezzi grossi.
      E sorge la domanda sul come siano diventati pezzi grossi se non capiscono una sega di nulla...

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  2. Se la pubblicità è l'anima del commercio, allora il commercio stesso è destinato a marcire nel più infimo dei gironi infernali.

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    1. Verissimo! Se gli italiani continuano con la loro solita linea (su tutti i fronti, non solo degli spot) affonderanno molto velocemente. Il declino è già in corso da anni

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  3. Si vede che non sei mai stato in un'agenzia di comunicazione.
    Il cliente arriva e ti dice che vuole uno spot pubblicitario, dopo di che parla per ore, nel peggiore delle ipotesi ti fornisce una bozza di story (da cui poi estrarre lo spot) e aspetta le tue proposte. Il creativo ne fa due, una concettuale, una interessante, e poi fa la story del cliente, che sceglierà quella, e dirà: "però si deve capire che sono io, quindi metti il marchio qua e qua, e la tipa potrebbe dire il nome del prodotto con voce sensuale, e poi l marchio alla fine deve essere bello grande! Oh e poi bisogna che metti qualche musica bella forte, perchè la gente abbassa il volume e altrimenti non si sente. Deve spaccare questo spot"
    Al che tu esegui, specificando più volte, anche per iscritto, che il cliente spenderebbe meglio i suoi soldi su quotidiani o web ed uno spot diverso. Lo spot va in onda, il cliente sente le lamentele e dice: "Almeno se ne parla, hai visto quanto se ne parla?" Ed il creativo si staccherebbe una mano ma non lo fa perchè deve pagare la bolletta.
    Molti degli spot televisivi, in Italia, sono prodotti da agenzie di comunicazione d'oltreoceano, e sono rari i clienti che accettano i consigli del loro creativo...

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    1. E chi era il demente che era venuto da me a dire "vuol dire che huehuehue stiame faccende bene!11"?
      In ogni caso, che sia di agenzia o il ciente stesso, chi pepara quelle minchiate è un cretino

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. @verme

    Sostituisci "Italia" con "Europa" e sottoscrivo al 100% (il resto del mondo non lo conosco, quindi non lo giudico).

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  6. Tipica mentalita' dell'industriale con la fabbrichetta....i consulenti li pago perche' facciano come dico io!

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    1. Si, ma in questo caso lo fanno aziende enormi...

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  7. Non farmi dire che io faccio il consulente per aziende enormi.....salvo pochi casi, la mentalita' e' quella, perche in fondo sono aziende padronali cresciute troppo per essere gestite come tali.
    ti pagano solo perché' un terzo "indipendente" ratifichi quello che vogliono, non per seguirne i consigli.... e poi ci chiediamo perche a un certo punto debbano vendere agli stranieri

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    1. Poi ci stupiamo che chiedono soldi allo stato per stare a galla...

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