giovedì 26 marzo 2015

Alla PETA ce l'hanno piccolo

No, non è un titolo clickbait, stavolta sono veramente giunto a questa conclusione.
Alla PETA qualcuno deve avercelo veramente, ma veramente tanto, piccolo piccolo.
Sarebbe la spiegazione migliore riguardo certe cazzate abominevoli e orripilanti che tirano fuori per racattare seguaci paganti, come quest'ultima che ha finalmente tolto ogni dubbio:

Che le loro campagne di sensibilizzazione della cappella fossero appunto cappellate già lo si è capito in precedenza, con quella balorda "se il tuo gatto assomigliasse ad una gallina lo mangeresti?", a cui risposero con una percula, obbligatoria con gente alienata in quel modo, che diceva "se tua sorella somigliasse alla tua ragazza te la scoperesti?".

Campagne pubblicitarie a cui solo un povero scimunito potrebbero piacere, e infatti guardando al mondo animalista si vedono i risultati... un altro po' e hanno scritto "ebete" in fronte.

Ma shizofrenia a parte dalle loro orrende pubblicità sono emerse anche devianze sessuali non trascurabili: la più "carina" voleva le donne incatenate e frustate, in camera da letto.
Ma il peggio del peggio è venuto fuori con l'ultima, accennavo prima:

Inizia la scena con un tennista che ha la faccia da imbecille. O meglio, è imbecille perché cerca di essere seducente ma fallisce miseramente risultando ridicolo. E lì per lì ti domandi: ma perché cazzo gioca in quel modo squilibrato? E la risposta la vedi subito dopo: in mezzo alle gambe ha 4 metri di ortaggi che simulano un apparato genitale equino. Ma non per sbaglio, proprio fatto apposta. E lo fanno pure ballare, ondeggiare, saltellare...

 Si sono bevuti il cervello?

Direi proprio di si! L'intero spot è su questa falsariga, gente con ortaggi più o meno mastodontici che vengono agitati in mezzo alle gambe di uomini minchioni... oserei dire letteralmente, in questo caso.
Non dico che lo spot è brutto, per carità... dico solo che è una cagata inconcepibile, del tipo che strabuzzi gli occhi e rimani sconcertato dalla insulsaggine che farebbe una pippa alla previsione fatta nel film "Idiocracy", il che è tutto un dire fra l'altro.

Ma l'unica conclusione che si può avere da una visione simile è questa: alla PETA qualcuno deve avere un pacco dal contenuto veramente esiguo. Ma non del tipo "un po' sotto la media" o qualcosa del genere. Eh no!
Vista la ipercompensazione o è microdotato o è concavo, cioè la lunghezza sta col segno meno, addirittura!

Dico io, ma quanto bisogna essere disperati, repressi, frustrati e delusi dal proprio corpo per sparare cazzate simili? Ma fra l'altro cosa vogliono ottenere?
"Diventando vegan migliori le tue performance sessuali"
La vedessero mai un'occasione di fare "performance", questi tonti, visto che passano il tempo a fracassare il cazzo a destra e a manca. Ma fra l'altro che gente attirano con pubblicità simili?
Altri frustrati, microdotati, impotenti, scoppiati, deliranti imbranati che invece di rivolgersi ad un medico vanno a farsi sparare cazzate in testa da questi geni incompresi il cui cervello ha deragliato anni fa e i soccorsi non sono mai arrivati.

Il disagio... questa gente vive nel disagio, non riesco a pensare ad altro

3 commenti:

  1. So io dove andrebbe inserito un cetriolo (massiccio e pure spinoso!) ai veganimalardi.

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  2. Nato in una famiglia di allevatori cinofili ho commerciato animali d'affezione ed esotici per oltre trentanni, ciò mi ha portato a contatto pressoché con l'intera galassia animalara e posso garantire di averne viste di tutti colori.
    Intanto ho maturato la ferrea convinzione che l'intero ambiente che ruota intorno agli animali d'affezione non sia poi così sano, spesso anche tra i veri appassionati vi sono personaggi ossessivo-compulsivi degni di nota oppure molti riversano nel loro rapporto con gli animali tutte le frustrazioni che hanno nel confrontarsi con i propri simili. Vi sono ovviamente anche persone sanissime, ma sono una minoranza.
    Ho anche imparato a distinguere i due livelli che compongono ogni associazione animalara degna di questa definizione, vi sono i volontari inconsapevoli che mossi dalla loro passione, empatia e spesso anche malattia tengono viva l'associane, spalando tonnellate di merda e sgobbando con innato fervore. Ci sono poi gli amministrativi, coloro che gestiscono materialmente il denaro, le raccolte fondi, i contributi, i bilanci etc.... e questi sono quelli che hanno sostituito la passione animalara con un più prosaico interesse peraltro spesso anche mal celato.
    Ho visto canili assolutamente leali e prodighi verso gli animali, ma ne ho visti molti che erano solo macchine per far soldi.
    Fortunatamente non ho mai avuto a che fare con le realtà estremiste tipo 100% forse perché qui in Piemonte non sono presenti, almeno credo.
    Se non fossi un pigrone ci sarebbe materiale per un interessante post, magari anche sul "commercio" di cani randagi che servono a scroccare il giornaliero dai comuni. Va da sé che se in questa provincia non ci sono randagi allora si importano magari da qualche canile più ricco, oppure spiegare bene come mai molte associazioni cerchino con brama i sequestri di animali. Ogni animale sequestrato è un pozzo di San Patrizio pieno di offerte a cui si aggiungono i contributi e le sovvenzioni, oltre ovviamente al ritorno pubblicitario grazie ai media.
    Insomma un giorno o l'altro ti devo raccontare un po' di cose ;)

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