domenica 11 gennaio 2015

Je suis Charlie: gente che non ha capito un cazzo

Dopo l'attentato a Parigi tutte le testate giornalistiche francesi si sono strette attorno alla redazione del Charlie Hebdo dimostrando loro solidarietà con la frase "Je suis Charlie", io sono Charlie in pratica, come a dire "siamo tutti uguali, non potete fermarci".
Questo perché ad essere sotto attacco era la libertà di stampa, satira e critica del paese.

Ora, finché si dice "je suis Charlie, uccidete anche a me" posso anche capire che si voglia solidarizzare con la redazione del settimanale, ma bisogna capire perché si solidarizza con loro.
Non è il fatto che siano stati vittima di un attentato, a quel punto solidarizzi con chiunque sia vittima di un gesto così vigliacco e folle, ma il MOTIVO per cui sono stati attaccati: la satira dissacrante ed estrema che li caratterizzava infastidiva i coglioncelli che hanno deciso di punire e intimidire la redazione del giornale, in modo che smettessero con la loro satira.

Ora va spiegato alla gente che in Francia la libertà di espressione è TOTALE, per cui un giornale simile poteva pubblicare senza nessun problema (o quasi, adesso sono arrivati gli integralisti del cazzo), e il fatto che siano stati attaccati e abbiano ucciso delle persone per TAPPARGLI LA BOCCA è stato visto come gravissimo, un atto ingiustificabile ai loro occhi.
Credo che una reazione simile in italia la si avrebbe solo se si minacciasse di fermare il calcio... ah vero, sono scesi in piazza spesso e volentieri per il calcio! Ma mai contro la censura.

Per difendere il loro diritto di parola sono anche scesi in piazza, i francesi eh, e non per il calcio.

Torniamo all'Italia, che con la sua posizione in classifica della libertà di stampa invidia il Congo ed il Burkina Faso come fossero fari splendenti di civiltà inarrivabili:
Un giornale come il Charlie Hebdo in questa fogna di merda popolata da enormi dementi tronfi convinti che se LORO si offendono per qualcosa quel qualcosa non deve esistere NON SAREBBE MAI ESISTITO. E infatti NON ESISTE: trovatemi un cugino nostrano del Charlie. Non c'è? Ma che strano! Ci hanno provato? Oh ma perché non esiste più? MISTERO!

Questo è il paese dove se dici mezzo bah contro il papa, magari sottolineando la realtà dei fatti vieni LICENZIATO, come quel giornalista RAI che fece scalpore per aver detto che all'angelus del papa c'erano "i soliti 4 gatti".
Io stesso, che faccio ironia (chiamarla satira mi suona male, ma teoricamente lo è) a volte molto spinta, vengo minacciato di querela ogni 3x2 dall'illuminatissimo popollo italiota. A volte vengo minacciato di denuncia anche solo per aver espresso un'opinione, ma spesso e volentieri vengo criticato per lo stile, anzi quasi sempre vengo criticato per lo stile e vado incontro a shitstorm assurde solo perché il mio pensiero non coincide perfettamente con quello del demente di turno (cosa impossibile fra l'altro).
L'Italia è il paese con il maggior numero di processi per puttanate stratosferiche, non puoi nemmeno esprimere una tua opinione con i tuoi conoscenti che finisci in tribunale.
Gli italiani hanno un feticismo per i tribunali e le denunce: si bagnano tutti le mutande ad andare in giro a urlare "ti faccio sbattere in galera!1!", si sentono onnipotenti nel farlo, anche perché in un paese merdoso come questo trovi anche il coglione che gli da ascolto e fa partire un processo in cui si buttano via soldi pubblici e si intasa la macchina giudiziaria, per cui capita che tali denunce abbiano pure un effetto concreto, incrementando l'orgasmo del coglionazzo con il cervello marcito che minaccia ad cazzum.


La cosa peggiore?
Quella simpaticona di barbie xanax, che con la sua soave ed elegante voce inneggiava alla censura di Nebo, salvo poi diventare paladina della libertà di espressione dopo l'attentato al Charlie Hebdo.
Che bella faccia di bronzo eh?
Ovviamenete anche la RAI è Charlie, come anche tutti gli altri censori di 'sta ceppa di minchia.


Ma questo è solo un esempio: di imbecilli che inneggiano alla censura in continuazione e poi fanno i fighi definendosi "je suis Charlie" è pieno, ma veramente tanto.
Pure quel coglione di zuckemberg, che dice che nel suo social demmerda è garantita la libertà di espressione e ovviamente anche lui è "Charlie", salvo il fatto che oscurare pagine per aver messo in copertina un animale o bloccare utenti per aver scritto un cognome o un in uno status è una stronzata all'ordine del giorno.
Chi amministra pagine mi potrà confermare: i blocchi e le chiusure sono frequentissimi.
Non si può fare un cazzo in quella fogna, libertà di espressione 'sta ceppa di minchia, e mi sto trasferendo sul tubo sperando che almeno lì mezzo diritto di critica e satira venga garantito.
Complice ovviamente il popollo del cazzo che si crea centinaia di profili per segnalare le pagine, aiutati da altri sfigati del cazzo della loro risma.

Tutti gli italiani sono Charlie, ma la maggior parte per tutta la loro miserabile esistenza non ha fatto altro che censurare, denigrare, boicottare, distruggere, osteggiare chi non la pensava come loro.
E parlo anche di cazzate, non di qualcosa che è pericoloso (come l'animalardismo da assalto agli stabulari) ma anche di semplici opinioni: non dimenticherò mai quel coglione che disse di voler censurarmi, era cosa buona e giusta, perché io sono un fascista.
Nemmeno si è accorto della sua contraddizione, il demente.

Io direi alla gente che non ha capito una sega: no, non farlo, non scimmiottare i francesi se sei una merda troglodita. Non sembri figo, sembri un coglione ipocrita del cazzo.
Anzi no, non sembi, LO SEI.

CAZZO dimenticavo gli animalardi ed i veganmerda:
Vi dichiarate "charlie" perché erano anche loro animalardi anti "vivisezione", ma dire "Je suis Charlie" è come dire "sono contro la censura". Voi pezzi di merda che passate il tempo a creare profili fake per censurare chi non la pensa come voi (il resto del mondo) vi dite contro la censura?
Ma andate a fare in culo, ipocriti coglioni analfabeti pezzi di merda.

12 commenti:

  1. Concordo con quel che hai scritto. Il problema è che quando inizia un evento interessante la massa tende a storpiarne il significato! Altro punto è che, secondo me, il "JeSuisCharlie" ci sarebbe dovuto essere anche d'apprima: questo perché a fare i conti con i fanatici esaltati permalosi non sono solo quelli del giornale, ma anche molti blogger, amministratori di pagine e youtuber che diventano vittime di Shitstorm e querele anche per discorsi poco gravosi (per esempio io ho fatto una critica a degli youtuber ed ecco che sono arrivati i fanboy e le fangirl che spaccano i meloni con minacce, insulto, querele e pure segnalazioni!). Insomma, questa alla fine è diventata una manifestazione ipocrita, e spiace anche a me che da tempo sostengo la satira e la matita è uno strumento che uso frequentemente!
    Jo Drawer (LeCafèTube)

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    1. Le uniche volte che mi sono augurato che qualcosa venisse censurato è quando quel qualcosa era pericoloso.
      La satira, in quanto espressione di opinione, non è pericolosa. Tranne per chi ha altri piani...

      Ma in questo paese non puoi nemmeno pensarla diversamente che, appunto, vieni ricoperto di insulti e minacce.
      Quando va bene, altrimenti sono pure intimidazioni e sabotaggi.

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  2. Imho il problema non è la denuncia facile ma è una giustizia che funziona male ed è alquanto aleatoria nelle sue decisioni. Spesso la pena non è conseguente ad una condanna per diffamazione o calunnia, condanna che neppure arriva, ma è il processo stesso, processo che magari si risolve anche con un non luogo a procedere o con una assoluzione. :(

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  3. > trovatemi un cugino nostrano del Charlie.

    Ai miei tempi c'era "Cuore" di Michele Serra, giornale poi andato a puttane per avere pubblicato qualcosa che non doveva, tipo gli elenchi degli iscritti alla P2 se non ricordo male. Per il resto, la cosa che ci si avvicina di piu' e' il Vernacoliere.

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  4. Eh ma sai com'è, se davanti a qualcosa c'è un cancelletto (NO, non chiamerò mai # hashtag) allora è giusto e doveroso unirsi!

    Bah, mondo social di merda. Rimango su facebook solo perché è un bel modo di ridere dei cazzi altrui. E di sentire vecchi amici che per un motivo o per l'altro hai perso di vista, ma neanche tanto.

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  5. > Ai miei tempi c'era "Cuore" di Michele Serra

    Giovane e ingenuo... :)
    http://it.wikipedia.org/wiki/Il_Male

    Chiedere a Vincino del busto di Andreotti, a proposito di libertà di satira in Italia...

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  6. Concordo in pieno, sebbene come dice acutamente Massimo Fini professare (ostentare ?) il logo "Je suis Charlie" altro non è che una manifestazione di "roboante retorica". Chiaramente ogni assassinio è da condannare senza se e ma, però sarebbe il caso di riflettere pure sul "come" si giunga a tali barbarie. Il fatto della libertà di espressione è un falso problema, perlomeno in Francia, le vignette blasfeme altro non fanno che rinvigorire e mantenere la fiamma dell'odio alimentata da un decennio di guerre in Medio Oriente e gestite in modo demenziale e incosciente da parte dell'Occidente. A partire dalla prima Desert Storm. Certo un drone che ammazza con un missile 5 terroristi e 20 civili non fa notizia e poi "chi cazzo se ne frega, mica succede a casa mia", quando invece nella dolce Parigi (quindi "qui" da noi) accade un assalto con relativa carneficina ecco la parata dei sepolcri imbiancati : liberté, egalité, fraternité !!! Ma vaff....

    Nello specifico italiano siamo un paese ridicolo, abbiamo perso il senso della vergogna, tutto si relativizza per il proprio tornaconto ipocrita e il "cretinismo italiota" dilaga. Per questo non esiste satira. Ed è molto difficile rispettare un popolo di questa fatta.
    Grande è lo sconforto caro Fabrizio..

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  7. Concordo appieno. Noi non siamo Charlie, siamo più simili ai terroristi che hanno fatto irruzione nella sede del giornale: loro per tappare la bocca usano ak-47 e granate, noi invece facciamo petizioni per far chiudere giornali, segnaliamo pagine di facebook perchè pubblicano contenuti "offensivi" (termine che, a questo punto, è solo un sinonimo di "che non mi piacciono), cerchiamo di far chiudere blog, siti, e compagnia bella, e minacciamo chi li gestisce di morte, gli auguriamo malattie, disgrazie e altre atrocità assortite. Per carità, il nostro metodo è meno cruento del loro, le nostre "vittime" hanno ancora la pelle tutta intera, ma le motivazioni che ci spingono sono le stesse: tappare la bocca a qualcuno. Ecco perchè quel #JeSuisCharlie, scritto ormai da tutti in giro per Facebook e Twitter, fa venire il voltastomaco.

    Vogliamo fare qualche esempiuccio?
    Ottobre 2014: la pagina "Il Meglio Di Internet", fatta oggetto di segnalazioni per l'ennesima volta, viene chiusa. Non tornerà più.
    Dicembre 2014: chiude il sito Laydo.it, per non ben precisate "problematiche legali". Ennesimo ricorso di qualche frustrato tribunalizio.
    2014 (non ricordo il mese): chiude per un periodo il blog Kein Pfusch (che poi riaprirà). Uriel, nonostante certe volte le spari grosse, esprime liberamente il suo pensiero, e per questo riceve minacce di morte, alcune addirittura rivolte alla sua famiglia. Quest'ultimo fatto lo farà optare per la chiusura.

    E tutte queste chiusure non sono state causate da Al-Qaeda, badate bene: sono state provocate esclusivamente dal fiero popollo italiota.

    Per il resto, l'esempio più lampante ce l'avete davanti agli occhi: il sito di Palle Quadre, fatto oggetto quotidiano di attacchi e insulti da parte di animalisti e vegani, che si professano una categoria pacifica e tollerante, salvo poi dimostrare il contrario alla prova dei fatti.

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  8. Da "Generatore automatico di post di Salvini" un altro esempio di coerenza e intelligenza:

    https://scontent-a.xx.fbcdn.net/hphotos-xpa1/v/t1.0-9/10931268_767589583289010_2657668133913917414_n.png?oh=88ce68146fc564e8468724901a968998&oe=556592B8

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  9. occhio ad elogiare la libertà di stampa francese: da loro il negazionismo è un reato.

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    1. Sinceramente a me sta bene così.

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