mercoledì 28 gennaio 2015

Debito pubblico, complottismo e idiozia dilagante

Non si fa altro che parlare di debiti ultimamente: debito pubblico, banche cattive cattive, famiglie di banchieri razziatori a cavallo mongoli convertiti alla religione ebraica (cit), finanza brutta e cattiva e ovviamente tutto urlato insieme al tanto abusato e famigerato gombloddo.
Ma fra scimmie urlatrici e coglioni bercianti c'è chi ancora non ha afferrato il significato del termine DEBITO. Vogliamo rinfrescare loro la memoria?


Quello che i complottardi dicono, cioè che il debito va cancellato perché l'ebbanke l'affinanza i pankieri e tricche ballacche, è che i debiti dei paesi sovrani sono criminali perché soffocano l'economia. Ora non ricordo se lo avevo già scritto in passato, ma il debito pubblico italiano ce lo stiamo trascinando da quel dì...

Iniziò tutto con i savoia (zenia 'e proccus) che avevano indebitato ammerda le loro casse, e quando unificarono il territorio italiano regalarono generosamente questo debito al novello stato, insieme a tutte le spese dell'unificazione. Si, lo stato italiano è nato già indebitato, sorpresona? Un cazzo, si studia a scuola. Il grosso del debito pubblico però proviene da una gestione dei titoli di stato alla carlona, o alla italiota se preferisci: servivano soldi, perché già si era indebitati e le spese continuavano a crescere, però la gente non comprava oltre un tot di titoli di stato... si inventarono così titoli di stato con interessi clamorosamente alti (un po' come fece l'Argentina prima del crack di qualche anno fa) cioè che toccavano percentuali talmente alte da essere ridicole e impossibili da rifiutare.
Ma siccome i soldi non c'erano non potevano pagare un beneamato cazzo di interesse, figuriamoci la cifra originaria presa in prestito (si, davano più o meno interessi simili per i titoli di stato) iniziarono a ripagare i titoli di stato con i loro interessi abnormi con altri titoli di stato con interessi ancora più abnormi altrimenti la gente si sarebbe incazzata. Si arrivò a dare anche il 20-30% di interessi se non ricordo male, roba assurda.
Questa pratica, mista alla proverbiale malagestione finanziaria italiota aggiunta al debito già esistente, ha creato un buco nero di debito pubblico, quello che più o meno conosciamo oggi.
Ci sono stati alti e bassi, ma il trend è sempre stato in crescita rispetto a 30-40 anni fa
E con malagestione italiota mi riferisco ai baby pensionati e coglionate simili, visto che a contribuire maggiormente al debito pubblico è semplicemente l'enorme spesa sociale che deve sostenere uno stato, che nel caso italiano è stata resa ancora più pesante da queste pratiche, ma anche dai falsi invalidi e i coglionazzi che truffano lo stato ad ogni piè sospinto convinti di essere furbi (per poi lamentarsi se gli mettono l'IMU perché i soldi non bastano veramente più, urlando alla corruzione della politica come se lui non fosse un corrotto pezzo di merda)
In più ci si è aggiunta la crisi finanziaria che ha peggiorato tutto, fatto salire lo spread che non è nient'altro che un aumento dei tassi di interesse passivi per i titoli di stato, visto che erano visti come non sicuri dal mondo internazionale.

Questo debito non fa che crescere, perché essendo enorme ha anche interessi passivi enormi, e come dicevo poco fa aggravati dalla crisi.
Però questo debito pubblico non è costituito solo dagli interessi passivi dei titoli di stato, ma è composto soprattutto da prestiti delle banche. Perché sin dalla notte dei tempi quando uno stato non riusciva a far fronte alle sue spese chiedeva i soldi in prestito. E così ha fatto anche lo stato italiano.

Ora veniamo al dunque: quanto può essere colpa delle banche il fatto che abbiamo un enorme debito pubblico?
Certo, ci sono stati casi in cui le banche si sono approffittate della situazione di necessità di uno stato per strappare condizioni fin troppo vantaggiose per sé (uno dei prestiti concessi alla Grecia recentemente) ma quello può fare un danno di una certa entità, in percentuale rispetto al totale del debito, ma non può costituire tutta la cifra!

Poniamo un caso: ci sono due ragazzi, uno si è speso tutti i soldi in sigarette ed è rimasto quasi a secco, l'altro invece non fumando ha messo da parte quasi tutti i suoi soldi, togliendosi anche lo sfizio di comprarsi la play 4. Il primo rosika come un castoro perché vuole anche lui la play 4, così chiede i soldi in prestito all'amico risparmiatore, che ingenuamente accetta credendolo una persona onesta anche se spendacciona.
Il primo, una volta comprata la play, spende tutti i suoi soldi in giochi, senza curarsi di mettere da parte nulla per restituire il prestito, di cui pare essersi dimenticato. Quando però l'amico torna a chiedergli la cifra, incazzato per il ritardo e quindi aumentando quest'ultima, lui si incazza e inizia a diffamarlo in giro per le conoscenze sostenendo che è un gran coglione pieno di soldi che vuole spillar via una cifra enorme ad un poveraccio morto di fame, prevaricando così il più debole.

E' forse giusto tutto questo? Perché chi ha prestato soldi, che ha fatto rinunce per mettere da parte dei gruzzoli, oppure ha lavorato più sodo o semplicemente è più in gamba e guadagna di più, deve vedersi trattato in quel modo e perderci pure i suoi soldi perché chi li ha presi è un infame spendaccione e disonesto?

Trasferiamo il caso all'Italia: l'Italia è in crisi e chiede alle banche i soldi per far fronte alle sue spese, lo fa da anni.
Ora che però il debito è diventato enorme e c'è crisi, visto che lo stato (e anche i suoi cittadini, ricordiamolo visto che molti si dimenticano di essere evasori e truffatori dello stato) ha continuato a sperperare i suoi soldi, molti urlano e frignano che le banche sono brutte e cattive, che non dovremmo pagare il debito pubblico perché il signoraccio e altre coglionate infantilistiche che non fanno invidia alle diffamazioni di pincopalla che si era comprato la play 4 con i soldi degli altri.

Ora faccio una domanda: perché se uno è un coglione che diffama qualcuno che lo ha aiutato appare come un coglione fatto e finito mentre urlare contro "Lebbancke" fa figo?
Da dove nasce questa mentalità italiota del cazzo?
Ma se tu ti indebiti mi spieghi che cazzo ti metti a rompere i coglioni per tenerti i soldi che non sono tuoi? Io dubito che qua nessuno non abbia mai prestato qualche soldo ad un amico: ma se lui non vi avesse restituito la cifra adducendo che non ne avete bisogno (e probabilmente è anche successo) come cazzo la prendereste?
E anzi faccio una rilevazione: quando depositi i soldi in banca tu glieli stati prestando (si, prestando), per quello c'è una voce di interessi attivi (anche se è misera e molte banche la annullano con le spese, ma la fantasiosa applicazione di cifre e spese è un fenomeno tutto italiano, non solo bancario), come la prenderesti se un giorno, di punto in bianco, tu andassi a recuperare i tuoi soldi dalla banca e quella non ti da un cazzo, straccia il tuo libretto e la carta di credito dicendoti "ho cancellato il debito, fottiti oppressore dimmerda!!!" tu come cazzo la prenderesti?

Io sinceramente rimango sempre allibito di fronte a manifestazioni di idiozia simili...
Perché uno che urla "cancelliamo il debito, sbattiamocene i coglioni!1" dovrebbe essere preso per un disonesto e ignorante, non come guru e guida. Anche perché fra i creditori dello stato non ci sono solo le banche, ma anche aziende, lavoratori e normali cittadini risparmiatori.
Ah, però dopo aver urlato cancellate il debito si urla anche "pagate i debiti verso le aziende"... come contraddirsi in mezzo secondo e apparire comunque brillanti agli occhi degli italioti bovi grullini populisti di merda.

Il giorno che la gente capirà che se c'è un problema te lo sei causato tu, principalmente, e smetterà di addossare colpe e responsabilità ad altri, esistenti o meno, forse si riuscirà a risolvere qualcosa.
Ma hey, questi sono gli italiani! Stiamo freschi! Sono 30 anni che vanno avanti così!

7 commenti:

  1. Avendo diciassette anni e studiando nell'indirizzo di perito grafica, purtroppo, non me ne intendo moltissimo di economia, ma un articolo come questo è sempre "salutare" e si impara sempre qualcosa in più. Peccato che, invece, buona parte degli Italiani non si informi sui temi che vuole trattare, ma al contrario pretende di stare sul proprio piedistallo fatto di scatoloni di cartone.
    Jo Drawer (LeCafèTube)

    RispondiElimina
  2. Mi mancavano i tuoi articoli sui GomblottarDi nazionali!

    RispondiElimina
  3. Tutto giusto e condivisibile, mi sentirei solo di precisare che fino agli anni 80 la situazione debito in Italia era ampiamente sotto controllo, un indebitamento tra il 50 e il 60% per uno Stato è un valore assolutamente accettabile, soprattutto per gli interessi passivi generati non eccessivamente alti. Il problema è stata le gestione politica successiva (soprattutto Craxi), che ha finanziato numerose manovre di politica economica in deficit facendo crescere a dismisura una spesa pubblica che ancora oggi ci portiamo sul groppone.

    Io credo che l'unico modo per uscire da questo casino sia affrontare una seria razionalizzazione della spesa pubblica, soprattutto per quanto riguarda il pubblico impiego e la spesa sociale, e badate bene ho detto razionalizzazione al posto di taglio non a caso: tagliare dove serve e investire risorse dove sono realmente necessarie.

    RispondiElimina
  4. E ti pareva che il sardegnolo del mio cazzo non ne diceva un'altra delle sue...ma perché parli, se non sai niente? Il debito pubblico sarebbe teoricamente ininfluente, se lo Stato potesse stampare moneta, come dimostra l'esempio giapponese:

    http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2013-01-15/perche-debitopil-giappone-spende-091020.shtml?uuid=AbdBNSKH

    Studia, sardegnolo. Poi un giorno mi spiegherai che cazzo c'entra la scritta "INPS" sul profilo...forza, segaiolo, pubblica questo commento se hai le palle. La lotta alla UE è al centro della politica di numerosi partiti europei, tra cui l'UKIP e il FN (dai segaiolo, cerca su Google, tanto non sai di cosa parlo).
    Studia, sardegnolo, studia: magari riesci a laurearti, si vede lontano un miglio che, con il diploma, sei inadeguato. Quanto sei in malafede!
    Ciao pagliaccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao coglionazzo rampante.
      Adesso che ti sei sfogato delle tue frustrazioni da microdotato impotente puoi tornare nella fogna, tanto di stronzi che credono alle tue cazzate non ce ne sono qua. Ah, ci faremo tante risate alle tue spalle, peccato che sei un vigliacco di merda che rimane anonimo.
      Ciao verme, continua a strisciare nella merda

      Elimina
    2. Sai cosa vuol dire stampare moneta?

      Decisamente no, caro anonimo coglionazzo.

      Prima di tutto si causa inflazione, ovvero la moneta perde valore, di conseguenza se prima per comprare un kg di pane spendevo 2 euro, con l'inflazione ne spendo tre, perché la mia moneta vale meno, visto che esiste una cosa, chiamata mercato, che determina il valore della stessa, quindi dal momento che vale meno, tutto quel che compro, al di fuori della mia produzione, costa di più, con relativa conseguenza che l'aumento di costi di materie prime importate, crea un aumento dei costi di quelle prodotte, visto che:

      1) noi importiamo combustibili, quindi benzina e gas ad uso domestico costerebbero di più.
      2) importiamo tecnologia, quindi il computer, il telefono, ma anche i programmi che usiamo e molto altro costerebbero di più
      3) importiamo molte altre materie prime, di conseguenza tutto quel che arriva dall'estero costerebbe di più.

      Questo solo per semplificare.

      L'esempio giapponese, funziona se fossimo come il giappone, dove la maggioranza del debito è in mano a cittadini giapponesi, e solo una minima parte ad investitori stranieri.

      Anche da noi, la maggioranza è in mano ai nostri cittadini, ma le percentuali di riferimento sono assai diverse, questo fa si che noi, per attrarre investitori, dobbiamo offrire tassi vantaggiosi, vista anche la nostra situazione politica, mentre il governo giapponese, che ha una situazione politica molto stabile, può permettersi di offrire tassi di interesse relativamente bassi.

      Detto questo, se PalleQuadre deve laurearsi, tu devi ancora prendere la licenza elementare, visto che non sai leggere nemmeno gli articoli da te linkati.

      Elimina
  5. Palle, ottimo articolo. Ma tu che ne pensi di quello che vuole fare Tsipras i Grecia?
    Mi è parso di capire che non intenda onorare i debiti.

    RispondiElimina