giovedì 9 ottobre 2014

Excalibur, ebola e autogoal animalista

Quando è uscita la notizia molti (fra cui anche io) si sono domandati: "Che cazzo c'entra il cane con l'ebola?". A quanto pare c'entra eccome, e non è stato abbattuto senza motivo.
Vediamo cosa è successo in questo caso, in cui la LAV si è ovviamente schierata a favore del cane:


Un frate missionario in Africa si è ammalato di ebola, una terribile malattia che in pochi giorni uccide il malato con una possibilità di guarire veramente infima (a seconda del ceppo 50 o 90% di mortalità circa), e disgraziatamente le autorità spagnole hanno deciso di portare il missionario nel territorio dello stato.

Sono in molti ad aver definito l'importazione di un malato di ebola come una stronzata tale che chi l'ha cagata si è slabbrato il culo.

Portato qua il malato si è deciso di ricoverarlo, e una delle infermiere che lo seguiva si è ammalata di ebola a sua volta. Qua iniziano i problemi, lei e suo marito sono stati posti in quarantena, e il cane è stato destinato all'abbattimento.

Qua iniziano le proteste veganimalarde: non volevano che si toccasse il cane.
A parte l'enorme coglionaggine che dimostra questa gente, che parla di ebola solo quando fa vittima un cane e tacendo sulle migliaia di morti umani, questo è un enorme autogoal animalardo.
Ci perderanno tantissimi consensi, LAV compresa, perché l'ebola è una malattia che fa paura a tutti, e questi stronzi preferiscono salvare un cane mettendo a rischio la popolazione!

Ma perché il cane è un rischio se la malattia non lo colpisce?
Perché può fare da vettore, o da riserve virali...
In africa sono stati scoperti diversi esemplari di pipistrello infettati dall'ebola. Non ne mostravano i sintomi, ma il virus c'era ed era attivo. La puntura di una zanzara da pipistrello ad una persona può portare ad una nuova infezione di ebola all'uomo.
Per questo motivo il cane è stato abbattuto: pur non soffrendo dei sintomi della malattia, poteva essere infetto. Basti pensare al modo di trasmissione della malattia e al vizio dei cani di leccare i padroni...

Per cui visto l'alto rischio che comporta l'infezione da ebola si è optato per la soluzione più sicura, drastica ma sicura: l'abbattimento del cane.
Che a conti fatti non è una stronzata, per quanto possa non piacere ai padroni del cane.

La presa di posizione delle associazioni animalarde in questo caso è stato un clamoroso autogoal.
Difendere un cane a rischio di diffondere l'ebola in Europa, da pazzi! Possono aver intortato quei quattro coglioni degli animalardi, ma così come io sto dicendo queste cose altri lo faranno. La gente verrà informata del fatto che quello era un rischio esistente, e quando si renderanno conto che quella gente preferirebbe salvare un cane a prezzo di milioni di vite umane la loro popolarità cadrà preggio dei coglioni di un malato di orchite.

Cari miei, direi che è l'occasione buona per sputtanare gli animalardi e fargli perdere un bel po' di consensi...

13 commenti:

  1. andrea nobilio9/10/14 11:18

    No ma scherziamo!? Migliaia di vite umane non varranno mai come quella di un cane eboloso!!! Assashsini manghacadavery

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  2. E dire che io, da padrone di cane (ex, a dire il vero, il mio povero Ciak è morto un annetto fa, ma è come se ce l'avessi ancora) se avessi saputo che il mio cane poteva avere il virus, avrei acconsentito all'abbattimento. Non ne sarei stato felice, ma cazzo, meglio così. La specie umana prima di tutto.

    "28 giorni dopo" sarà solo un film, ma trovo interessante il fatto che l'epidemia nasca proprio per la stupidità degli animalardi. La realtà imita la finzione, è risaputo.

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    1. In realtà quella scena del film è stata ispirata dagli animalardi stessi, che "liberarono" animali da laboratorio infettati con pericolosissimi virus...

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  3. Quella foto è il tuo autoritratto?

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    1. Adesso puoi tornare all'asilo, da bravo?

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    2. perdi tempo a rispondere a questo imbecille, gli animalardi sanno insultare senza argomentare "a samunare sa conca a su burriccu perdese abba, sabone e manifattura"

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  4. Completamente d'accordo sul fatto del cane, meno sul fatto del missionario.
    Il problema non nasce tanto sul fatto che l'hanno riportato indietro ma che non hanno fatto una quarantena rigida e che il personale non è stato addestrato adeguatamente.
    L'infermiera si è infettata perché, quando ha tolto la tuta, si è toccata la faccia con i guanti.

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    1. Si ma appunto, se non hai personale specializzato nel trattamento di certe malattie che porti a fare gente infetta?

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    2. Già, il problema è che certe volte l'orgoglio nazionale e il campanilismo giocano brutti scherzi.
      Siamo in Europa potevano chiedere all'Italia, che è piena di ottime strutture specializzate in malattie tropicali tipo lo Spallanzani a Roma.

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  5. Mi complimento per il linguaggio forbito, la disinformazione totale soprattutto in materia scientifica e la sensibilità profonda.
    Grazie, mi avete proprio arricchito ...

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    1. Ma che cazzo stai dicendo?
      Credi veramente che chi legge questo blog dia retta ad un rincoglionito anonimo che spara un commentino del cazzo?

      Complimenti: hai perso tempo e sei idiota. Wiiiii

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  6. la coglionata e' stata riportare il prete in Spagna, uccidere il cane una crudeltà alla quale potevano essere trovate certamente delle alternative .Fabrizio leone e' pericoloso

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    1. Si, portarlo a casa tua, animalardo rincoglionito.
      Scommetto che l'ebola non l'avresti voluta vero?
      Son tutti froci col culo degli altri

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