mercoledì 12 marzo 2014

OGM e disinformazione ambientalista

Uno degli spauracchi che vengono agitati ultimamente, uno fra i tanti in questo paese di retrogradi ignoranti, è quello degli OGM mortali, distruttori di pianeti, mangiatori di anime e magari pure succhiasangue. Vediamo un po' di chiarire alcuni punti.

La prima cosa che va specificata è: praticamente tutto quello che coltiviamo è OGM, cioè non esiste in natura, o ne esiste una versione differente. Hanno voglia i merdoni a predire catastrofi, perché dopo millenni di selezioni e incroci quello che mangiamo noi ha una genetica modificata in confronto alla controparte selvatica. Se ancora esiste! Spesso neanche esiste, perché la base fu una singola pianta, di cui si presero diverse parti per creare diverse specie, come illustra questa immagine trovata in un interessante articolo:

Io ricordo che Bear Grylls in un episodio trovò delle banane selvatiche, che erano decisamente molto diverse da quelle che conosciamo noi. Insomma, andare contro gli OGM fatti in laboratorio per proteggere gli OGM fatti con la selezione o incroci è da coglioni, punto!

Abbiamo modificato geneticamente tantissime specie, anche animali, e perfino noi abbiamo subito una modifica dalle nostre abitudini: una modifica genetica che permette a molti individui di digerire il lattosio anche in età adulta! E come già dissi: alla faccia dei raglioni che dicono che non è naturale!

Anche la storia di voler difendere l'ambiente dagli OGM usando coltivazioni tradizionali non la capisco... se le coltivazioni tradizionali sono di OGM che cazzo cambia se si usano altri OGM?

In ogni caso questa caccia alle streghe, questo braccare l'ignoto con torce e forconi non è solo uno spettaccolo ridicolo, un comportamento stupido e ingorante, è specialmente dannoso.
Gli OGM sono stati creati per ottenere principalmente dei vantaggi di produzione:
Raccolti immuni ai parassiti e funghi, al freddo, resistenti alla siccità.

Se già pensiamo alla enorme quantità di pesticidi risparmiati, con grande guadagno in termini di impatto ambientale, è già un vantaggio enorme. Ma pensiamo anche all'aumento di produzione che comportano, immuni al freddo e resistenti alla siccità. Quante popolazioni africane riuscirebbero a mangiare qualcosa di più? Quanto scenderebbero i prezzi del cibo con una produzione più economica, facile ed abbondante? Quanta gente che ora muore di fame riuscirebbe a mangiare con prezzi più bassi a livello globale?

Ma no, blocchiamo tutto!
Ci sono le verdurine BIO! Ma vaffanculo col bio, idiota ignorante.
Mi hanno detto persone che lavorano nel settore, ma non sono riuscito ad approfondire come si deve quindi va preso con le pinze, che anche nelle piantagioni "bio" si usano pesticidi, ma ti danno l'etichetta di biologico se passano tot settimane dall'ultima volta che li si è usati.
Ripeto, non sono riuscito a confermare la cosa, quindi va preso con le pinze (e se qualcuno può testimoniare con certezza parli che fa un favore a tutti).

In ogni caso il bio è un passo indietro, e come ogni passo indietro rappresenta la merda: raccolti ridotti ad un terzo e grandissime quantità di terreno occupato. Insomma, decisamente non sostenibile.
Il prezzo di quella roba fra l'altro è indice della fine che faremmo in molti se fosse l'unica produzione esistente: fame e morti in ogni angolo.

Insomma, chi è contro gli OGM spesso è un ignorante sfatto che non capisce una sega.

27 commenti:

  1. E c'è da dire che la Bio costa anche un occhio della testa.

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    1. Infatti dicevo proprio quello: quelli che già muoiono di fame col bio verrebbero proprio finiti.

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  2. Per me il problema principale è costituito dai brevetti e (soprattutto) da come si comporteranno i detententori (che ovviamente saranno multinazionali kattivixxime, massone e sadanisde)

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    1. Bhe, dopo tutta la ricerca e gli investimenti mi pare giusto che la scoperta venga brevettata.
      Se poi verranno usati male credo ci saranno organismi nazionali e internazionali pronti a bacchettare.

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  3. La cosa più "divertente" è che poi ti trovi quello che mangia Bio perché "fa meglio al pianeta". Bah.

    Il punto fondamentale è sempre lo stesso: la gente ha paura di ciò che non capisce. Si spaventa all'idea che l'uomo ora riesca a "giocare a fare Dio" addirittura cambiando ad hoc la genetica delle piante, e pensa che per questo ci sarà un ritorno karmico sotto forma di, boh, morte e distruzione, cancro e cose varie.

    Molta letteratura fantascientifica è tendente all'apocalisse nata per colpa dell'uomo che si è spinto "troppo oltre". Perché a livello narrativo è una questione affascinante. Solo che poi la gente scema si convince che sia dovuto, che a furia di spingersi avanti con la conoscenza l'uomo scatenerà la furia della natura. Ve lo ricordate quell'animalardo del cazzo che, a sostegno delle sue idee contro la sperimentazione animale, citò le scene iniziali di 28 giorni dopo?

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    1. Proprio quello il problema: temono quello che non conoscono.
      Ed essendo stupidi non è che si mettono di impegno per capirlo, no!
      Troppo difficile! Meglio prendere torce e forconi, si fa meno fatica mentale

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  4. Ciao, volevo fare una puntualizzazione, con il termine OGM, data dalla Direttiva 2001/18/CE, si intendono soltanto gli organismi in cui parte del genoma sia stato modificato tramite le moderne tecniche di ingegneria genetica. Non sono considerati "organismi geneticamente modificati" tutti quegli organismi il cui patrimonio genetico viene modificato a seguito di processi spontanei (modificazioni e trasferimenti di materiale genetico avvengono infatti in natura in molteplici occasioni e tali processi sono all'origine della diversità della vita sulla terra), o indotti dall'uomo tramite altre tecniche che non sono incluse nella definizione data dalla normativa di riferimento (ad esempio con radiazioni ionizzanti o mutageni chimici).

    http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/site/it/oj/2001/l_106/l_10620010417it00010038.pdf

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    1. Non sarà corretto chiamarli OGM, ma di fatto lo sono.
      Li ho chiamati così per sottolineare che alla fin fine non c'è molta differenza fra le colture tradizionali e quelle OGM

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    2. Vedi che molte varieta' di grano moderno sono state ottenute tramite irradiazione di raggi X. In pratica, si irradiavano i semi di grano creando mutazioni e poi si vedeva cosa usciva fuori, erano i primi OGM e hanno soppiantato le varieta' tradizionali dato che rendevano di piu' e resistevano meglio ai parassiti e alle intemperie.

      http://it.wikipedia.org/wiki/Creso_(agronomia)

      Come vedi, anche il grano tradizionale e' un OGM...

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  5. Dal 1961 tutta l'India fa uso massiccio di coltivazioni OGM ottenute tramite le ricerche dell'International Centre for Agricultural Research in Dry Areas (ICARDA). I pionieri di queste ricerche furono Norman Borlaug e Donald William Bratrud (ed il figlio di quest'ultimo, Tim Bray, lavora con me e mi racconta sempre storie incredibili sul padre e la Green Revolution).

    Dagli anni '80 ad oggi, gli OGM usati in India (e poi con successo in Messico) non hanno avuto nessun effetto pericoloso sulle popolazioni locali, le quali sono uscite da orribili lunghi periodi di malnutrizione, carestie e povertà; l'unica cosa che gli studi scientifici hanno rilevato è che l'uso dei pesticidi ha aumentato l'incidenza delle neoplasie nelle popolazioni locali, fatto che Borlaug non contesta. Va ricordato infatti che l'attuale generazione moderna di OGM tenta proprio di risolvere questo problema: ridurre al minimo indispensabile i pesticidi.

    Gli unici che si opposero ai metodi di Borlaug furono solo e soltanto gli ambientalisti; fecero lobby e riuscirono a fermare le iniziative di Borlaug in Africa. Ancora oggi il sud Africa è tristemente afflitto da carestie, grazie agli embargo creati dai radical chic ambientalisti della ricca ed opulenta Europa.

    Per chi volesse saperne di più sulla Green Revolution si legga Wikipedia[1] e poi si legga il libro "Limits to Growth: The 30-Year Update"

    [1]: http://en.wikipedia.org/wiki/Green_Revolution

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    1. Grazie, questo commento è ottimo!

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  6. Anche la storia di voler difendere l'ambiente dagli OGM usando coltivazioni tradizionali non la capisco... se le coltivazioni tradizionali sono di OGM che cazzo cambia se si usano altri OGM?

    Infatti non cambia nulla, se non il fatto che la pianta produrrà maggiori chicchi/frutti rispetto alla variante precedente (quelle che gli ignoranti chiamano "coltivazioni tradizionali"), pur mantenendo la stessa quantità di carboidrati e/o nutrienti per chicco/frutto.

    Questo articolo della giornalista scientifica Lynne Malcolm spiega bene come fanno i Filippini ad ottimizzare le loro coltivazioni usando esclusivamente OGM: http://www.abc.net.au/science/slab/rice/story.htm

    Come si può chiaramente leggere dall'articolo, l'uso dei pesticidi è prossimo allo zero con gli OGM e quell'articolo è stato pubblicato negli anni '90! :D Quindi chi sostiene che gli OGM facciano uso massicio di pesticidi, o che rendano il terreno infruttifero, o che i semi venduti dalle kattive multinazionali rendono sterili le coltivazioni adiacenti... sono tutte balle. Colossali balle.

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  7. Confermo che anche nelle coltivazioni BIO è ammesso l'uso di prodotti quali erbicidi, insetticidi, anticrittogamci, ecc
    ad esempio il Neemazal T/S Bayer, a base di Azadiractina A, la scheda di sicurezza riporta che è pericoloso per l'ambiente (meno male che è per prodotti BIO)
    Idem per lo Spinosad:
    N - Pericoloso per l’ambiente
    Frasi di Rischio:
    R50/53- Altamente tossico per gli organismi acquatici,puó provocare a lungo termine effetti negativi
    per l’ambiente acquatico.


    comunque l’allegato II del Reg. CE n. 834/2007 e successive modifiche e/o integrazioni elenca tutti i principi attivi ammessi in Agricoltura Biologica.

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  8. Non ne sono sicuro ma credo che nelle coltivazioni Bio vengano utilizzati anche il verde rame e lo zolfo ma non so il nome commerciale/giusto e, ripeto, non so se vengono utilizzati nell'agricoltura Bio

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  9. certamente, il verderame è il nome comune di una serie di prodotti anticrittogamici contenenti composti del rame (solfato di rame, ossicloruro di rame, ecc) ad esempio la poltiglia bordolese
    vi sono vari nomi commerciali x questi prodotti ammessi nell'agricoltura bio (dolese, cupravit, jupiter, rameplant)
    lo zolfo è sempre usato come anticrittogamico, puro (es il primisol wg)
    non entro nel merito della tossicità per l'uomo di qs prodotti, semplicemente chi consuma prodotti bio dovrebbe farlo con la consapevolezza che comunque dei trattamenti con prodotti chimici vengono fatti
    e non rompere i maroni agli altri che non gli frega niente.....

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  10. Per il settore agricolo nazionale coltivare OT significa mettersi in concorrenza con forme di agricoltura completamente diverse dalla nostra; agricolture che hanno grandi disponibilità di terreni, che non hanno limitazioni nell’uso di concimi e di antiparassitari, che sfruttano il lavoro minorile, che non hanno tutele sindacali, ecc. Per la nostra agricoltura:
    se è vero che determineranno un abbassamento dei costi di produzione (cosa tutta da verificare fin tanto che ci sarà separazione di filiera), è altrettanto vero che favoriranno un abbassamento dei prezzi di mercato dei prodotti agricoli, impedendo così un aumento dei profitti e determinando una perdita di reddito reale per l’agricoltore;
    il brevetto e lo sviluppo di sementi apomittiche causeranno la perdita di imprenditorialità per l’agricoltore, che diventerà un prestatore di manodopera per conto di chi detiene il brevetto, in quanto le produzioni saranno attuate sulla base di un “contratto di coltivazione” (soccida);
    faciliteranno l’operazione di delocalizzazione delle coltivazioni, che saranno trasferite nei Paesi caratterizzati da un minor costo dei fattori produttivi;
    determineranno l’abbandono dei territori marginali, che non saranno in grado di competere sulla base dei bassi costi di produzione;
    aumenteranno la dipendenza del nostro Paese nei confronti delle forniture di sementi provenienti dall’estero;
    determineranno un danno di immagine per l’agro-alimentare nazionale, da tutti conosciuto e copiato per le sue produzioni di eccellenza.
    Occorrerà poi considerare che con questi OT la coesistenza è impossibile, in quanto il transgene è inserito nel genoma nucleare e, pertanto, viene espresso in ogni parte della pianta (foglie, radici, polline, ecc.) ed origina inquinamento genetico. In questa situazione il settore produttivo (biologico o convenzionale) che non intende coltivare piante transgeniche dovrà mettere a punto adeguate strategie di contenimento dell’inquinamento genetico, che determinerà una lievitazione dei costi agricoli. Prima di ipotizzare la coesistenza occorrerà verificare il complesso degli effetti prodotti dall’introduzione di OT sull’intera filiera distributiva, che parte dall’agricoltore ed arriva sino alla distribuzione al dettaglio. E’ vero che gli agricoltori subiranno maggiori costi, ma è altrettanto vero che anche i trasformatori subiranno maggiori costi e minori redditi (di approvvigionamento, di analisi, ecc.), ed è altrettanto vero che anche i distributori di prodotti di eccellenza subiranno maggiori costi e minori redditi (il prezzo di vendita non potrà andare oltre certi livelli rispetto al prodotto transgenico). Con ogni probabilità, gli unici che guadagneranno da questa situazione di incertezza produttiva saranno i produttori di beni alimentari di scarsa qualità, che vedranno aumentare le difficoltà produttive di coloro che offrono prodotti di eccellenza (difficoltà nel reperimento della materia prima, maggiori costi di approvvigionamento, maggiori costi di analisi, minori prezzi di vendita rispetto agli incrementi di costo, ecc.) e vedranno divenire maggiormente competitivi i prodotti da loro offerti (in termini relativi, se il prezzo dei prodotti di eccellenza aumenterà, il prezzo degli altri prodotti di minore qualità, pur rimanendo costante, è come se diminuisse).
    Per quale motivo l’Italia dovrebbe aprire al transgenico se il consumatore non lo vuole? Non risponde ad alcuna logica economica la strategia di voler immettere sul mercato un bene che l’80% degli acquirenti ha detto di non voler acquistare. Perché la nostra agricoltura dovrebbe abbandonare una strategia sicura, basata sulla qualità, sulla tracciabilità e sulla sicurezza alimentare, per far posto ad una produzione omologante, sempre meno richiesta dal mercato?

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    1. Insomma l'apocalisse!
      Lasciamo stare va

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    2. quasi................personalmente non capisco le ragioni di quelli come te che auspicano l'introduzione degli OGM nell'agricoltura italiana.........

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    3. Forse perché nel papiro che hai postato ci sta scritta giusta giusto una parola?

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    4. se mi indichi le cose "non vere" che ho scritto ne possiamo parlare.

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    5. Prima cosa: abbassare i costi di produzione porterebbe alla delocalizzazione.
      Mai sentita stronzata peggiore. Ma proprio MAI. E' sempre stato l'esatto opposto, cioè si delocalizza per abbassare i costi di produzione.

      Vorrei sapere dove hai letto una puttanata simile.

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    6. vedo che hai dei modi gentili.....è lo "stile della casa?"

      perchè tu delocalizzi per aumentare i costi di produzione?

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  11. Ricordo quando c'e' stato la faccenda dei pomodori transgenici, circa 8 anni fa. Avevano intervistato un po' di persone dalla strada riguardo all'argomento ed erano venute fuori cose spaventose. Ricordo in particolare uno che aveva chiesto all'intervistatore: "Ma i pomodori normali ce li hanno i geni?" Ora, con un livello di ignoranza simile, come si fa a pretendere che la ggente del bobbolo capisca cosa sono gli OGM? Gia' il tuo articolo, caro il mio Palle, e' di gran lunga troppo complesso per l'italiano medio che al secondo termine scientifico si annoia e inizia a parlare di scienza marcia della ka$ta e di multinazionali assassine...

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    1. Beh poi quando si equiparano gli ogm alle specie selezionate dall'uomo non è che si aiuta il popolo a farsi un'idea chiara.

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  12. purtroppo l'ignoranza sugli OGM è vasta..........chi non conosce l'argomento non dovrebbe parlarne

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    1. Se si facesse cosi' si eliminerebbe il 95% della TV e di Internet. Cio' non sarebbe una brutta cosa, secondo me...

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