lunedì 13 gennaio 2014

Stupri: mentalità italiana

Ok, stavolta devo proprio andare off topic sul serio e parlare di questa cosa che mi rode da parecchio tempo. Infatti ogni qualvolta si parla di violenza sulle donne sbucano dalle fogne dei sacchi di sterco maleodoranti a vomitare i loro pregiudizi misogini vecchi di centinaia di anni: il più diffuso è "se l'è cercato".
Qualche tempo fa ho condiviso un'immagine dove, in poche parole, si diceva che il modo di vestire di una ragazza non giustificava la violenza sessuale.
Si è scatenato un putiferio italiota fatto di frasi ridicole e criminali del tipo "se vai in giro seminuda di notte in un quartiere malfamato te la sei cercata".

A parte l'immensa idiozia di non capire un cazzo del messaggio che vuole sfatare un pregiudizio bigotto di merda e "argomentare" con il suddetto pregiudizio bigotto di merda, vediamo alcuni dati secondo fonti ISTAT:

"Il 21% delle vittime ha subito la violenza sia in famiglia che fuori, il 22,6% solo dal partner, il 56,4% solo da altri uomini. I partner sono responsabili della quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica rilevate, e sono responsabili in misura maggiore anche di alcuni tipi di violenza sessuale come lo stupro nonché i rapporti sessuali non desiderati, ma subiti per paura delle conseguenze. Il 69,7% degli stupri, infatti, è opera di partner, il 17,4% di un conoscente e solo il 6,2% è stato opera di estranei."

E' chiaro ora o vogliamo continuare con la solita merdata del "è colpa delle donne" "si vestono da zoccole" "se la sono cercata" "fanno le zoccole e poi si lamentano"?
Ma non vi fate schifo da soli, pezzi di coglioni?
Che cazzo c'entra l'abbigliamento? E' ovvio che se vai in giro seminuda in un quartiere malfamato ti succede qualcosa, così come il solo stare da soli nel quartiere malfamato ti procura guai anche se sei uomo, ma i dati parlano chiarissimo: gli stupri non avvengono con quelle modalità.

La maggior parte delle violenze rimane nascosta. Tante persone (non dico neanche donne, perché sono persone prima di tutto) non denunciano per paura sia delle ripercussioni sia del giudizio degli altri: quante volte una ragazza ha parlato delle violenze con qualcuno della famiglia e si è sentita rispondere "dovevi mettere una gonna più lunga"?

La vostra mentalità da retrogradi mangiamerda non è affatto una vostra opinione che non fa male a nessuno, è una porcata che colpevolizza le vittime.
Come chiamiamo i sacchi di sterco che colpevolizzavano gli ebrei per essere finiti nei lager? Sporchi nazisti negazionisti.
Come chiamiamo i sacchi di sterco che colpevolizzano le persone per essere state stuprate? Italiani.

E riporto un'altra frase emblematica:
"Il rischio di subire uno stupro o un tentativo di stupro è tanto più elevato quanto più è stretta la relazione tra autore e vittima. Gli sconosciuti commettono soprattutto molestie fisiche sessuali, stupri solo nello 0,9% dei casi e tentati stupri nel 3,6% contro, rispettivamente, l'11,4% e il 9,1% dei partner."
Sarà che esiste questa mentalità perché ci sono fin troppe tazze di merda che fanno violenza sulle donne e quindi sminuiscono o portano avanti la loro idea distorta e malsana, e voi caproni belanti del cazzo senza spessore né spina dorsale vi accodate al capogregge e ripetete a pappagallo quello che dice? Solo perché sentito migliaia di volte fra l'altro, come uno slogan.

Ora, venitemi a dare del populista, maledette borse di merda ritardate.
Fonte

(ND qualche anno dopo: si vede che mi ero incazzato no?)

32 commenti:

  1. Finalmente un uomo con le palle, ti si addice proprio il soprannome. Bravo! :)

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  2. Da donna, non capisco proprio tutto questo accanimento.
    Se tanto mi dà tanto, una è libera di andare in giro vestita come cavolo le pare e non per questo deve aver paura che arrivi il pervertito di turno! Chi parla per dar fiato all'orifizio anale e dice "è colpa sua che s'è messa con un fidanzato violento", dovrebbe come minimo informarsi di più, in quanto, se davvero fossero riconoscibili tutti i fidanzati violenti la gente ce ne starebbe assolutamente alla larga.
    Anche se, anche se, Fabrizio...
    parlando proprio della violenza sulle donne era con te che discutevo sul fatto che moltissime ragazzine perdono la testa per il bulletto della scuola, quello che "fa il duro"?
    eri tu che avevi postato su facebook quell'articolo che ne parlava? non ricordo

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    1. Si avevo condiviso quel testo.
      Ci sono quelle che hanno il debole per il bulletto, per quello che alza le mani, e se finiscono per beccarsi un ceffone forse se lo sarebbero dovuto aspettare.
      Ma sono casi, ogni caso è a sé. E comunque sia quel ceffone è da condannare comunque, perché se uno è stronzo è stronzo anche se è stronzo conclamato.

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    2. Io condannerei di piu' la ragazza che si va a mettere col delinquente e poi si lamenta quando quello si comporta da delinquente. Il bello e' che quando dici "se e' violento e pericoloso perche' non lo lasci?", la ragazza ti risponde frasi dementi tipo: "Ma io lo amoooooo!" o "e' cosi' forte, mi fa sentire protetta" oppure "Mi dici cosi' solo perche' ci vuoi provare con me, stronzo!"

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    3. Comunque avevo anche ben specificato che si trattava di una forte generalizzazione.
      Mio padre non si era dimostrato per quello che era fino a dopo il matrimonio, ma è stato bellamente sfanculizzato.

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    4. E qui casca l'asino! O meglio, qui casca l'asinA! Non siamo piu' negli anni '60, divorziare e' possibilissimo e semplicissimo. Basta che ti presenti al PS con i lividi, spieghi la situazione e il maritino si becchera' un divorzio talmente brutto che si perdera' pure le mutande. Se una non lo fa, allora vuol dire che la situazione alla fine le sta bene. Se dice "lo faccio per i bambini", conta palle dato che un marito violento sara' anche un padre violento e i bambini staranno meglio lontani da lui. Le mogli e fidanzate dei violenti sono colpevoli quanto loro, se non di piu'.

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    5. Antoine dovresti leggere un libro "Deumanizzazione. Come si legittima la violenza" di Chiara Volpato. Un partner violento non si lascia così facilmente poiché la violenza è l'atto finale di un copione di oggettivazione del soggetto che spesso dura anni.

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    6. Non so se sono casi estremi o no ma se cercate "donna picchiata non denuncia" di risultati ce ne sono un sacco e ciò è molto grave imho e come non citare quella che ha perso la milza a furia di botte? http://www.pupia.tv/casaldiprincipe/notizie/0002835.html . Io qua dico solo che la legge di darwin vale sempre

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    7. @Antoine.
      Le violenze fisiche, come notava anche l'Anonimo qui sopra, giungono spesso dopo anni di sottile manipolazione psicologica della vittima, volta a isolarla da amici e familiari, e ad allontanarla dal lavoro, se lavora (il partner di solito si mostra geloso, oppure appare incompatibile con gli amici della vittima; in loro assenza li sminuisce, li fa apparire come persone "sbagliate" per la vittima); inoltre il partner logora sistematicamente l'autostima della vittima, facendole credere di essere "sbagliata", incapace, debole, stupida.
      Il processo fa sì che la vittima inizi a sentirsi sempre più triste e sola e quindi si leghi sempre di più al partner, che le appare come l'unica persona che si preoccupi di lei.
      La violenza è usata per punire ogni accenno di autonomia, ribellione, spirito critico. L'alternanza fra violenza e dolcezza confonde la vittima, spingendola a dubitare del proprio istinto, a minimizzare gli attacchi di violenza, a empatizzare con il violento e a giustificarlo.
      Senza contare che spesso le minacce sono fondate, e la vittima sa che andarsene può metterla in serio pericolo (non ricordo con precisione i dati, ma moltissimi casi di stalking avvengono dopo la fine di una relazione, e così i femminicidi. Se sommiamo l'incapacità delle forze dell'ordine di proteggere le donne che denunciano, dato che l'Italia dispone di soli 500 posti in case rifugio protette, a fronte di una necessità stimata di 5700, il quadro è completo).

      La denuncia in molti casi è il vero e proprio interruttore che innesca le violenze peggiori.
      Fonte: New York Times, qui: http://www.nytimes.com/2013/08/19/world/europe/a-call-for-aid-not-laws-to-help-women-in-italy.html?pagewanted=all&_r=3&

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    8. Il fatto piu' importante e' che il maschio violento PIACE e viene cercato dalle donne, anche se sarebbe la persona da cui secondo logica si dovrebbe stare lontani, in particolare se sei una donna. Finche' le cretine continueranno a gettonare il maschio violento, il fenomeno continuera'. Se i tizi del genere fossero tenuti lontani, il fenomeno si estinguerebbe tempo una generazione.

      http://www.keinpfusch.net/2013/05/una-cretina-e-per-sempre.html

      E poi hanno il coraggio di lamentarsi del feemminicidioooo (come se uccidere una donna fosse reato piu' grave rispetto all'uccidere un uomo)

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    9. Quella è una grande generalizzazione.
      Se vogliamo è una cosa che attira le oche in età scolastica, infatti la violenza si sviluppa in quegli anni, successivamente alcune maturano, altre no.
      Come ho già detto prima del resto.

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    10. Mah, io ho un debole per il "tipo" intellettuale/nerd, e tutte le mie amiche sottolineano l'importanza della dolcezza e dell'empatia in un uomo.

      Quanto al femminicidio, la parola serve per definire e classificare, non per creare una gerarchia di valore. La parola, in sé, vuole dire semplicemente "assassinio di una donna, come conseguenza di comportamenti e mentalità sessista, per mano di un uomo". In genere quest'uomo, legato (marito, padre, fratello, compagno, ex, ecc) alla vittima, non ne accettava l'autonomia e la libertà di scelta e l'ha uccisa nel momento in cui si è accorto di non essere riuscito ad annientarla (con i metodi di cui parlavo prima, violenza psicologica e fisica). Rimando all'Accademia della Crusca per ulteriore approfondimento: http://www.accademiadellacrusca.it/it/lingua-italiana/consulenza-linguistica/domande-risposte/femminicidio-perch-parola.

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  3. Stessa storia avviene per i casi di pedofilia tra i preti, i quali si difendono dicendo che i ragazzini "se la sono cercata" perché vanno in giro vestiti coi pantaloncini corti. Gira e rigira, chi è più debole ci rimette e se protesta "se l'era cercata", proprio com'è avvenuto per il caso degli ebrei che hai citato.

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    1. Chissà perché sono sempre i più merdosi che tirano fuori queste scuse...

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  4. Dunque se ho un bell'orologio d'oro, lo metto per uscire di sera e vengo derubato nessuno si sogna di dirmi che la colpa è mia perché ho provocato il ladro.
    Di contro, se una ragazza ha un bel paio di gambe e mette una mini l'eventuale stupratore... aspé, qualcosa non torna...

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    1. Perché nessuno da voce al ladro, secondo me anche il ladro direbbe una cazzata simile.
      Il fatto è che si da voce ai violentatori e gli si da pure ragione!

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    2. Beh, se vai in giro la sera col Rolex in un posto dove c'e' rischio di essere rapinati, allora sono il primo a dirti che forse forse te la sei cercata! Non dico che giustifico il ladro, dico che queste sono nozioni base di sopravvivenza...

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    3. Esiste un metodo facile e veloce per lasciare la figa a casa? Se sì ti prego illuminami. In quel caso sarò felice di adottarlo in modo da evitare l'eventualità di uno stupro.

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  5. Se lascio la macchina con le chiavi nel cruscotto e me la fregano, mi diranno "te la sei cercata, coglione"
    Se vado nella peggio bettola di Birmingham, rispondo male a un delinquente locale e mi pestano, mi diranno "te la sei cercata, coglione"
    Se vado a un rave da solo, mi strafaccio di acidi e mi sveglio la mattina dopo senza portafogli e con uno strano bruciore nel culo, mi diranno "te la sei cercata, coglione"

    E avranno ragione in tutti i casi.

    Se la ragazza si va a mettere con l'ultra' pluripregiudicato che passa le domeniche a picchiare gli ultra' delle altre squadre e gli altri giorni a picchiare i compagni di classe, e poi viene menata e struppata dal fidanzatino, perche' non posso dire "te la sei cercata, cogliona"?

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    1. Stiamo andando off topic, il post era su un altro argomento.
      Comunque a volte è così, si mettono apposta con i violenti, altre volte il violento ci pensa due volte prima di dimostrarsi tale e poi si scopre dopo che è un coglione.

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    2. Il problema è che sì, ci sono quelle che "se la son cercata" (nota: cercarsela non vuol dire comunque giustificare l'atto), ma ci sono anche TANTE vere vittime che si sentono dire lo stesso.

      Altrimenti cosa devono fare certe donne? Vestirsi volutamente male per non risultare attraenti? Il problema è che, nel caso della donna, c'è la mentalità tipica dell'italiano misogino a volerla colpevolizzare comunque, perché non sia mai che una donna possa magari voler apparire bella e attraente per se stessa.

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    3. No ma qua si sta facendo un minestrone totale.
      Io ho parlato degli stupri, per cui ogni cazzo di volta c'è il genio che commenta "doveva vestire diversamente" quando in realtà la quasi totalità avviene con persone conosciute o di famiglia, indi per cui l'abbigliamento c'entra un cazzo di nulla.

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    4. Io avevo capito in pieno, appunto per questo insisto nel dare la colpa alla donna che si e' messa con il delinquente, non alla donna che si e' vestita scollata per andare a una festa. E' Guga che non ha capito niente e continua a parlare di donna vestita bene o vestita male...

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    5. Aspetta, io mi sono ricollegato ai commenti precedenti, dove tu stesso parli di "non dico che giustifico il ladro". Il principio è lo stesso.

      Non sto né giustificando né dicendo che lo stupro nasce da un'eccessiva scollatura, ma volevo solo ribadire come non importa quanti e quali stupri vengano subiti in famiglia o da conoscenti, che per quella piccola, infima percentuale di ragazze "sprovvedute" ci passano anche quelle persone per cui la questione vestiario non c'entra niente.

      Forse sarei dovuto intervenire nel commento sopra, e non qui.

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  6. @paolo
    se ti becco io ti lascio in mutande coglionazzo

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  7. mai sentito parlare di violenza di genere?
    mai pensato al fatto che la maggioranza di vittime e' DONNA?
    mai pensato che [ come giustamente Fabrizio scrive ] la Maggioranzaq delle Violenze avviene tra le 4 mura di casa, che chi ti mette le mani addosso e' quasi sempre tuo padre, tuo fratello e il tuo "ragazzo"
    il problema e' anche la societa' merdosamente patriarcale in cui viviamo, egregiamente rapptresentata da quella istituzione totale che e' la famiglia
    bell articolo Fabrizio

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  8. ma che cazzo vuol dire "te la cerchi" abbiamo presente SI o NO le esclusioni sociali ? veramente un cazzo di rolex vale tanto?

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  9. Solo un piccolo appunto: non è un problema solo italiano. Per il resto condivido in pieno

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  10. Il problema vero è che l'immagine dello stupro dato dai media è quella da filmetto hollywoodiano (o da fumettino zozzo giapponese di infimo livello, se preferite): la donna sola che torna a casa e viene seguita da un non meglio identificato sconosciuto che abusa di lei nel parcheggio/parco/altro luogo isolato a caso. Mentre sarebbe da incoscienti dire che queste cose non succedono, in realtà i dati sono diversi, la maggior parte delle donne vengono violentate da mariti, fidanzati, padri, fratelli/fratellastri o conoscenti, nell'intimità delle loro case, su un letto il più delle volte. Uno stupro cosi non va sulle prime pagine dei giornali, ma in un trafiletto a lato e solo se si tratta di qualcosa di forte (tipo se ci sono ragazzine in ballo). Quindi si ottiene un effetto distorsivo, si pensa che tra tutte le donne del mondo sia stata scelta la vittima a causa di qualcosa, che faccia scattare il meccanismo salvifico "a me non può succedere perché io sono diversa", mentre invece la vittima è spesso l'unica possibile di una situazione squallida (marito/fidanzato violento, relazioni distruttive, o un porco in famiglia).

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  11. Ciao, Fabrizio!
    Un plauso al tuo post, diretto, pulito e molto umano.
    Mi complimento con tristezza, perchè purtroppo il tuo punto di vista maturo e bello netto non è la regola.
    Con molti auguri da qualcuna che vive all'estero da anni e che avverte la forte mentalità punitiva / maschilista ogni volta che torna in Italia.

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