mercoledì 21 dicembre 2011

Fama e infamia in italia

"Siamo così abituati a cammuffarci agli occhi degli altri, che alla fine ci cammuffiamo ai nostri stessi occhi"
Francois VI

La deriva della cultura e società italiana si pussono misurare con il proliferare del miraggio della fama.
Tutti vogliono diventare famosi, guadagnare palate di soldi senza sforzo alcuno, apparire in televisione, cantare e diventare magari famosi in tutto il mondo.
Questa smania di notorietà la puoi notare nelle maree di "aspiranti inquilini" del grande fratello, o le caterve di inetti, incapaci e pusillanimi che si propongono alle trasmissioni "talent scout" convinti di saper fare qualcosa, oppure i tanti cretini che affollano il web con video improponibili.

Ci sono due problemi in questa mentalità: la totale ignoranza sui motivi che portano alla fama, e soprattutto la confusione fra infamia e fama.

Le persone un tempo diventavano famose grazie a doti particolari, grande bravura o ingegno: uno di questi esempi è Leonardo da Vinci, famoso in tutto il mondo ancora oggi per essere stato un grande artista e inventore che ha avuto idee tanto rivoluzionarie che si sono potute applicare solo dopo secoli.
Ecco, questa è la fama.
Come era fama quella di Pavarotti, grandissimo tenore di fama mondiale, conosciuto a tutti, non solo agli appassionati di musica e teatro. Per non parlare di Maria Callas...
In poche parole la fama ce la si guadagna, affinando doti naturali fino a livelli irragiungibili da altri, che siano ballo, commedia, recitazione o altro ha poco importanza.

In italia invece si scambiano i personaggi forzati dei reality come famosi, quando in realtà sono infami: la maggioranza di loro non ha doti particolari, a parte essere estremamente idioti, non sanno fare nulla e il loro unico merito è quello di essere stato in televisione.
Il pubblico televisivo italiano, notoriamente poco acculturato (l'italia è un paese che legge molto poco), non sa cosa sia la fama, e crede che tutti gli imbecilli che finiscono in televisioni siano famosim spesso idolatrandoli.
In realtà andare in televisione non è affatto segno di fama, ma di infamia: pensiamo alla miriade di imbecilli che vanno li a fare i buffoni, o a fare caciara per far crescere gli ascolti. Questi sono tutti buffoni, che di fama non ne hanno neanche l'ombra.

Tutta questa spazzatura televisiva, che propone un modello sbagliato, e la mancanza di cultura generale (che la scuola di certo non sopperisce: ci sono laureati ignoranti come zappe che scrivono addirittura con il linguaggio bimbominchiesco da SMS) hanno reso l'infamia il modello che la gente segue, nuove generazioni come quelle vecchie.

Ed ecco che spuntano i peggiori rigurgiti della società che fanno i provini del grande fratello: schiere di gente tanto ignorante che ci si stupisce che siano riusciti a leggere l'avviso di provini nella loro zona, gente con una personalità nulla e incapace di fare qualsiasi cosa che non sia pura mediocrità.
Ma assistiamo anche a fenomeni da baraccone del web, come gemma del sud.
Una ragazzina che inizialmente agitava il suo abbondante corpo dicendo di ballare e cantare, umiliandosi pesantemente, per poi finire a gridare come un porco e buttarsi bicchieri d'acqua in testa senza motivo per il solo fatto che milioni di persone la guardavano.
Questa è infamia, non fama.

Molti si lamentano che il livello culturale della televisione sta scendendo sempre di più, ma è altrettanto vero che il livello culturale del popolo è sceso notevolmente, e non è partito a chissà quali livelli...
Non si sa di chi sia la colpa, della televisione o di chi la guarda, ed è molto difficile trovare un colpevole, visto soprattutto che il web è affetto da patologie simili (siti spazzatura, ignoranza e isterismo collettivi).

4 commenti:

  1. Ti rispondo con un aforisma di Oscar Wilde: "per entrare nell'alta società oggi bisogna saper pascere la gente, o saperla divertire, o scandalizzarla; non occorre altro."
    Fama o infamia non importa, l'unico obiettivo sono i soldi ed entrare a far parte di quel mondo magico e sbriluccicoso delle persone "famose". E' il fine che giustifica i mezzi.

    E con questo tiriamo un'altra bella badilata di m... ehm... terra sulla tomba della cultura.
    Una prece.

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  2. Ecco, uno dei problemi è che questo è pure incentivato...
    Se i cialtroni facessero la fine che meriterebbero, e non pagati fior di milioni per rendersi ridicoli, allora forse ci sarebbe un pò più di cultura

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  3. Allora, forse, il fatto che non sopporto programmi-spazzatura tipo grande fratello e simili mi salva un po'...
    Sulla differenza tra fama ed infamia sono totalmente d'accordo con te.

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  4. La tua poca sopportazione verso certe cazzate è un buon segnale, dovrebbero essere molti di più così...

    Ma più passa il tempo più perdo fiducia nel popolo italiano in generale...

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