domenica 17 ottobre 2010

Risparmiare soldi: Comprare all'ingrosso

Dopo l'avvento dell'euro l'impennata inflazionistica è stata una vera e propria mazzata. La conversione 1 euro= mille lire ha letteralmente dimezzato il potere d'acquisto delle famiglie. I sucessivi "arrotondamenti" e i vari rincari della vita hanno peggiorato, e di molto la situazione.Ma c'è un sistema per tagliare pesantemente le spese: comprare all'ingrosso!



Comprando all'ingrosso si tagliano fuori dalla catena due passaggi, e questi passaggi costano!

Ma cosa sono questi passaggi?
Sono le "tappe" che fa la merce prima di arrivare al consumatore, solitamente sono composte in questa maniera:


  1. Produttore: Colui che produce direttamente il bene. Nel caso di prodotti della terra è il contadino
  2. Trasformatore: (sinceramente non ricordo se il nome è esatto) è colui che prende il bene di base e lo lavora trasformandolo di fatto in un altro bene. Un esempio è la passata di pomodoro in scatola
  3. Grossista: I beni elaborati vengono trasportati (con dei costi) al grossista, che provvede a fornire di grandi quantità di prodotto i commercianti al dettaglio.
  4. Dettaglio: Il negoziante che rivende al pubblico, compra grandi quantità di prodotto che vengono trasportate (con altri costi) nella sede. Il classico supermercato, o qualsiasi altro negozio
  5. Consumatore: Chi compra il singolo prodotto dal negozio. Noi in pratica, che ci acolliamo i costi dei trasporti, del compenso di grossisti e dettaglianti.
E' quindi evidente che comprando direttamente al ingrosso si tagliano gli ulteriori costi per i trasporti e il guadagno del supermercato. Naturalmente sono aziende che non lavorano gratis.

Il problema è che per comprare da un ingrosso è necessario ordinare grosse quantità di prodotti.
Quindi a meno che non si abbiano molti soldi a portata di mano e non si trova disdicevole mangiare per settimane roba scaduta bisogna escogitare un metodo.

E questo è già stato fatto.
Semplicemente basta mettersi d'accordo con il condominio o con il vicinato per fare la spesa in massa. In pratica si nomina un addetto (attenzione che non faccia la cresta) che prende la lista della spesa settimanale di tutte le famiglie coinvolte e fa l'ordine al grossista. Una volta arrivato il carico ognuno prende il suo, paga, e se lo porta a casa.
Come dicevo prima in questa maniera si tagliano i costi del supermercato e dei trasporti ad esso, quindi si può avere un risparmio superiore al 30% o giù di li.

Molto interessante vero?

Se abbiamo la fortuna di vivere in campagna o in periferia o comunque nelle vicinanze di qualche azienda agricola si può optare per l'opzione di comprare direttamente dal produttore.
In questo modo si avrà della merce freschissima, si taglierà completamente la catena di distribuzione, il contadino venderà finalmente a prezzi decenti (e forse non morirà di fame) e voi risparmierete anche il 60% in confronto al prezzo al dettaglio

Per ora è tutto

14 commenti:

  1. Momento: il discorso funziona perché ormai i grossisti vendono anche al dettaglio, cosa che non dovrebbero fare. Infatti dovrebbero vendere solo ai dettaglianti (o altri grossisti), in pratica verso soggetti a cui devono rilasciare fattura IVA. Ed anzi, non c'è nemmeno bisogno di fare grandi acquisti: certi grossisti si comportano praticamente come dei supermercati.

    Quanto all'acquisto direttamente dal produttore, be' cominciasse ad essere tassato come un commerciante e poi mi va bene che venda al pubblico. Altrimenti grazie tante che si risparmia.

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    1. perfettamente d'accordo con il tuo ragionamento... facile fare prezzi più bassi se non si fattura niente... !!!

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  2. Il produttore è sempre tassato, si risparmia perchè si saltano parecchi passaggi. Ognuno di quei passaggi è composto da persone che vogliono lo stipendio e quello stipendio lo paghi tu a caro prezzo.

    Non sapevo questa cosa dei grossisti che vendono come dei dettaglianti

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  3. - il produttore è certamente tassato, ma diversamente da un commerciante. Per questo dico: vendi come un dettagliante? Allora paga le tasse come un commerciante e mi va bene. È ovvio che il produttore ti farà un prezzo minore: ha una tassazione diversa, riduce la filiera e soprattutto ti vende il prodotto grezzo

    - scusa, ma coma fai a dire che non sapevi che ci sono grossisti che operano da dettaglianti quando... è la soluzione che proponi tu nella presente discussione? Anzi, ti dirò di più: in certi casi conviene ancora il supermercato, specie per le grandi offerte (e non solo per i sottocosto).

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  4. Quello che dicevo era di mettersi d'accordo con vicinato o condominio e fare una spesa settimanale dal grossista.
    Infatti in quella maniera si fanno ordini piuttosto corposi simili a quelli di un piccolo supermercato.

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  5. La diatriba commerciante - produttore esiste da tempo. Io comunque sono d'accordo sul fatto che se tutti facessimo parte di un gruppo di acquisto (ci sono ma troppo pochi e ancora troppo poco numerosi) avremmo la forza di comperare direttamente dal grossista o forse pure dal produttore (meno, visto che molti sono costretti a vendere solo ai grossisti con veri e propri ricatti).

    Ho diversi amici commercianti: autoconcessionaria, autofficina, panettiere, frutta e verdura e abbigliamento, più un paio di parenti con negozio di pelletteria e uno di scarpe. Bene: i prezzi sono alti? Colpa delle tasse..ok, giusto. Poi mi dicono? Ti dispiace se non ti faccio fattura (o scontrino)? Ah e quanto viene? Nella migliore delle ipotesi (migliore!!) scalano l'iva, ma qualche volta mi guardano come fossi un pezzente!. E sticazzi, allora i prezzi sono alti per colpa delle tasse e poi fai il nero ma i prezzi restano alti? Buono, onesto! E se chiedi come mai in due anni, dal 2001 al 2003 i prezzi sono aumentati del 50/100 e in qualche caso pure del 200% ti dicono che è colpa dell'euro. Azz, ma i prezzi mica li faccio io, o no? se nel 2000 mi avessero detto che un kg di filetto di manzo mi costava 63/65 mila lire (i 35/38 euro di oggi, se vuoi mangiare una bestia che non sia la solita francese o polacca alimentata a petrolio!) lo mandavo afff... con tutto il cuore. Oggi è normale! Stiamo parlando di 10 anni di euro e prezzi, se va bene, più che raddoppiati e in alcuni casi anche oltre. Quindi significa che i titoli di stato rendono il doppio di 10 anni fa? vermamente rendono circa 1/4 o a seconda delle scadenze anche 1/5. Gli stipendi sono più che raddoppiati? Mah, non mi sembra che un operatio che prendeva 2 milioni nel 2000/2001 oggi prende 2000 euri, a meno che abbia avuto promozioni, scatti, aumenti di stipendio ecc.

    Quindi ben vengano iniziative che potrebbero permettere a un operaio di mantenere la famiglia senza fare salti mortali ogni benedetto mese della propria vita.

    Ciao

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  6. Dell'euro avevo intenzione di parlarne in un post.
    Comunque si, l'italia è l'unico paese dove i prezzi sono raddoppiati con l'euro.
    Ed è anche uno dei paesi con le tasse più alte al mondo.
    Sarà che c'è una mentalità del "glielo metto nel culo" straordinariamente radicata che incentiva i prezzi criminosi (dice quello) e spesso scandalosi (la tecnologia costa il DOPPIO che negli altri paesi, i farmaci il TRIPLO)

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  7. Quello che dicevo era di mettersi d'accordo con vicinato o condominio e fare una spesa settimanale dal grossista.

    Quello che ti voglio dire che il grossista non dovrebbe vendere se non ad un altro grossista o a un dettagliante, o a soggetti titolari di partita IVA. Ma oggi come oggi molti grossisti fanno anche i dettaglianti: il vantaggi per il consumatore nasce da un comportamento scorretto del grossista.

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  8. Dispenser:
    conosco una persona a cui un imprenditore edile non solo ha voluto farsi pagare in nero una parte in nero, ma su quella parte in nero... ha pure applicato l'IVA!!

    Comunque la dinamica dei prezzi è qualcosa di molto complesso e si devono fare ragionamenti solo su dati reali e certificati alla mano e non leggendo qua e là. Ricordo ancora uno dei quei giornaletti gratutiti che sparò un giorno: "Le ass. dei consumatori insorgono: le carote aumentate del 900% coll'euro". Fatto sta che a chi smarronava a mia madre (fruttivendola) su questa notizia, gli mettevo in mano la calcolatrice, gli facevo fare i conti e poi gli chiedevo se a quella data avesse mai visto le carote a quel prezzo. Coll'ovvia risposta negativa.

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  9. Ovviamente sono d'accordo con te, Rado, ma io l'esempio l'ho fatto col filetto di manzo. E non credo che mi si possa dire che non era vero prima e non è vero oggi: l'unica cosa reale è la vergogna che fin troppi commercianti non provano. Poi che la dinamica dei prezzi sia ben più complessa è vero, ma che i rincari degli ultimi anni siano giustificabili da tale dinamiche mi sembra una forzatura poco condivisiile.

    Idem credo che nessuno mi possa ragionevolmente contraddire sull'evoluzione nettamente poco proporzionata di stipendi e salari, nonché dei rendimenti dei titoli di stato che, almeno in parte, dovrebbero coprire l'aumento smisurato dei prezzi (checché ne dicano i dati UFFICIALI sull'indice d'inflazione).

    Ciao e grazie

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  10. Quindi è necessaria la partita iva per comprare dal grossista?
    Non avevo mai sentito parlare di questo dettaglio.
    Comunque immagino che trovare qualche azienda a cui appoggiarsi non sia tanto difficile, nel condominio o vicinato qualcuno si trova

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  11. dispenser:
    per carità, non è che volevo controbattere coll'esempio delle carote l'aumento del prezzo del filetto. Tieni pure presente che come sono aumentati i prezzi al dettaglio sono anche aumentati i prezzi all'ingrosso (per la serie che aumento porta aumento), e ne avevo prova tangibile col negozio di mia madre (dove, per la cronaca, si praticava il "mark-up", per usare un termine da fighi).

    E tanto per essere chiari, di certo non nego nemmeno che siano accaduti casi di aumenti "gratuiti" (anche perché li ho "tastati con mano") in cui, per esempio, in certi bar il caffè da 1.500 lire è passato l'1 gennaio 2002 a Euro 0,80, con un aumento di 3 centesimi, in termini assoluti, ma di ben 3,90% in termini relativi. Ma come detto nella discussione "euro o lira" questi sono casi in cui lo stato non poteva intervenire in alcun modo (a meno che il barista di cui sopra non avesse "affermato" che 80 centesimi di euro erano 1.500 lire).

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  12. palle quadre:
    la differenza fra grossista e dettagliante non è tanto la quantità di merce che vende al singolo cliente, quanto la natura del cliente. A grandi linee, il grossista deve vendere al dettagliante ed il dettagliante al consumatore.

    Ragion per cui il grossista per le sue vendite dovrebbe sempre emettere fattura: uso il condizionale perché dei grossisti vendono in realtà direttamente al consumatore, a cui emettono addirittura lo scontrino come un normale supermercato (che in realtà non sono).
    Sicuramente c'è qualche escamotage legale che permette di agire in tale maniera, e mi dispiace non aver mai approfondita la questione né quindi poterti rispondere "norme alla mano". Intendo dire che "empiricamente" dovrebbe esistere una qualche norma che permette ai grossisti di poter vendere anche senza fattura ma solo con scontrino (e per dire: a volte per rifornimenti di minima entità, lo facevano pure a mia madre), e che tale possibilità sia poi usata in modo improprio in modo da poter vendere anche ai consumatori.

    Per essere chiari: giusto il consiglio che fai di rivolgersi direttamente al grossista per scontare un prezzo minore, ma è soluzione possibile solo grazie ad una possibile furbata del grossista.

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  13. Bhe rado, che il grossista faccia una furbata o no, per lo meno stavolta ne trae beneficio la gente onesta.
    In un paese pieno di disonesti ritoccatori di prezzi, di evasori fiscali (di grosse cifre) e di raccomandati o nipoti è il problema minore, almeno dal mio punto di vista

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